Due uomini incappucciati e armati di pistola hanno assaltato una cisterna che trasportava latte a Nule, in provincia di Sassari, hanno costretto l’autotrasportatore a scendere dal mezzo e lo hanno legato a un albero. Quindi hanno appiccato le fiamme al tir, che è stato parzialmente distrutto. Nuovo blitz, nel giorno in cui si apre il tavolo tecnico sul prezzo del latte, dei pastori sardi: questa volta l’assalto è avvenuto attorno alle 6.30 del mattino. Il raid è l’ultimo atto di un’escalation di proteste che stanno “inquinando” la vertenza.

Domenica scorsa, a urne aperte, un attacco simile era avvenuto a Orune, nel Nuorese. In quel caso due uomini armati e con il volto coperto avevano bloccato un’autocisterna, costringendo l’autista a scendere e a sversare a terra tutto il contenuto che stava portando al caseificio Pinna di Thiesi (Sassari), uno dei più grandi della regione. Si erano trattato del primo assalto armato con i fucili da quando è iniziata la protesta degli allevatori.

Il tavolo della trattativa, spostato da Roma a Sassari, riprenderà nelle prossime ore e sarà presieduto dal prefetto Giuseppe Marani, nominato commissario della filiera lattiero-casearia. L’appuntamento è in mattinata in prefettura a Sassari con all’ordine del giorno “la definizione di una metodologia relativa ai prezzi finali dei prodotti correlando il prezzo del latte alle dinamiche del mercato del formaggio (Dop sarde)”. Saranno presenti al tavolo i pastori, gli industriali e le organizzazioni di categoria.

Alla proposta di 72 centesimi al litro contenuta nella prima bozza di accordo siglata a Cagliari con il ministro Centinaio, gli allevatori hanno risposto con 80 centesimi subito per arrivare a un euro a fine stagione. Intanto, governo e Regione Sardegna hanno messo a disposizione circa 50 milioni di euro – 18 già stanziati dalla giunta Pigliaru grazie ad accordi con le banche e la finanziaria regionale e 10 pronti con un decreto legge dell’esecutivo nazionale – per abbattere le scorte di pecorino romano, consentendo così di aumentare fin da ora il prezzo del latte ovino.

Nel frattempo, arrivano le prime iscrizioni nel registro degli indagati per gli episodi violenti. La procura di Lanusei sta procedendo nei confronti di sei manifestanti accusati di aver provocato il blocco al porto di Arbatax, in Ogliastra, il 12 febbraio scorso, una protesta che causò il rallentamento dell’imbarco sulla nave in partenza per Civitavecchia. Ai sei viene contestato il blocco stradale, reintrodotto come reato dal decreto sicurezza. Avvisi di garanzia, almeno 10, stanno per partire anche dalla procura di Nuoro. “Questi delinquenti non hanno niente a che fare coi pastori, con la loro fatica, la loro protesta e le loro ragioni. Questi sono solo dei criminali. E come tali saranno trattati“, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini chiarendo la sua posizione nei confronti di questi episodi.

E lunedì otto pastori tra i 40 e i 65 anni sono stati denunciati dagli agenti del commissariato di Quartu per violenza privata. Il 19 febbraio scorso mentre manifestavano davanti al caseificio Podda, sulla ex statale 131 a Sestu, hanno cercato di impedire l’ingresso di una autocisterna che doveva consegnare il latte nello stabilimento. Dopo una trattativa di alcune ore, i poliziotti hanno convinto i manifestanti a lasciare aperto il varco per il camion, contestualmente li hanno identificati e questa mattina sono scattate formalmente le denunce.