Quando si parla di sicurezza stradale non bisogna tralasciare il ruolo fondamentale determinato dal gommista perché, come spiega Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, “non basta aver acquistato le marche più note a garanzia di qualità del prodotto, aver scelto gomme omologate e adatte al proprio veicolo e al periodo stagionale, ma è necessario poi prestare la massima attenzione al corretto montaggio e alla successiva manutenzione”.

Con queste parole si è aperto il convegno su “Sicurezza stradale e pneumatici” che si è svolto a Roma presso la sede dell’ACI, durante il quale Giovanni Busacca, Direttore del Servizio Polizia Stradale, ha esposto i dati relativi ai controlli condotti nel 2018 dalla Polizia sui gommisti di tutta Italia: sotto la lente sono finite 749 attività, di cui il 22% risultate fuori norma (69 esercizi abusivi, non iscritti presso la Camera di Commercio). Sono state emesse complessivamente 280 sanzioni, 35 denunce e 63 sequestri, motivo per cui Busacca ha ribadito la necessità di “intervenire efficacemente per arginare un fenomeno che incide negativamente su tutto il sistema della circolazione”.

“La scelta di una gomma per auto, già oggi complessa, sarà sempre più determinante in futuro con veicoli a propulsione elettrica oppure ibrida, oltre alle attuali motorizzazioni” – ha poi continuato Renzo Servadei, Segretario Generale di Federpneus e Amministratore Delegato di Autopromotec, presente all’incontro promosso da Assogomma – “in questo scenario ormai prossimo è fondamentale la figura del gommista che deve essere un vero e proprio professionista nella consulenza per la scelta ed il montaggio dei pneumatici”.

Tra le proposte avanzate sul tavolo di discussione, a gran voce è arrivata la richiesta di un aggiornamento della legge 122/92 che disciplina il sistema di autoriparazione: compito della riforma dovrebbe essere quello di istituire una lista di apparecchiature minime necessarie a svolgere regolarmente l’attività di gommista, e ancora ripristinare la dichiarazione di conformità e imporre controlli serrati e sanzioni più aspre per chi si pone nell’irregolarità.

Di fondamentale importanza, poi, la formazione del responsabile tecnico, da rendere omogenea su tutto il territorio nazionale, anche in funzione della responsabilità ambientale che deve portare il gommista a eseguire un lavoro corretto per poi permettere un facile smaltimento del pneumatico, quando questo giunge a fine vita.

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