“Mi vergogno e mi dispiaccio per le mie affermazioni”. Con questa frase si è dimesso il consigliere comunale di Bolzano della Lega, Kevin Masocco, al centro delle polemiche per un audio sessista: un messaggio vocale inviato via WhatsApp, in cui invitava un suo amico in una discoteca perché c’era “una dj figa da violentare“. Dopo aver negato di essere l’autore, l’esponente del Carroccio ha ammesso di aver pronunciato la frase, definendola “una bravata che si è trasformata in un accanimento mediatico“.

“Dopo quasi una settimana di silenzio ho deciso di prendere pubblicamente posizione riguardo quanto successo”, ha comunicato in una nota, dicendo di aver sbagliato due volte nella vicenda, la prima ad “affermare cose inopportune”, la seconda, “complice la giovane età” ad aver “negato la paternità del file audio”. “Non voglio però che quanto accaduto diventi un attacco non solamente alla mia persona, alla mia famiglia, ma anche alla Lega – ha continuato nel comunicato – Per questo motivo ho deciso di assumermi le mie responsabilità e rassegnare, con grande dolore, le mie dimissioni da consigliere comunale”.

L’audio, che terminava con una bestemmia, è stato diffuso una settimana fa dal quotidiano altoatesino in lingua tedesca Die Neue Suedtiroler Tageszeitung. Immediatamente Masocco aveva respinto le accuse. “La voce non è la mia. Denuncerò e diffiderò il giornale”, aveva detto. La Commissione provinciale per le pari opportunità, invece, aveva chiesto “dimissioni immediate”.

E per Masocco arriva anche un’altra polemica, quella di Laura Boldrini. L’ex presidente della Camera sta valutando se procedere legalmente contro il consigliere comunale per un post pubblicato sulla sua pagina Facebook nell’agosto 2017: una foto con mucche al pascolo ed il commento “Selfie con la Boldrini”. L’esponente di LeU ha annunciato, tramite il quotidiano Alto Adige,  di voler intraprendere “un’azione penale o civile” perché Masocco “non può ritenersi in diritto, per qualche like, di paragonarmi a degli animali. A Masocco bisogna far capire che le donne non sono vacche”.