La tabella di marcia concordata “già ora non è pienamente rispettata” e “più il tempo passa e più aumenta il rischio” che i fondi “debbano essere riallocati in futuro” ad altri progetti transeuropei della Cef, la Connecting Europe facility. Per questo, dopo la presentazione dell’analisi costi-benefici sul Tav Torino-Lione avvenuta giovedì tra funzionari della Commissione Ue e funzionari italiani, Bruxelles “ha ha già detto chiaramente alle autorità italiane che ulteriori chiarimenti sono necessari nei prossimi giorni, prima possibile, per chiarire come l’Italia intende rispettare l’accordo di finanziamento”.

La Commissione “si aspetta che il progetto” del Tav “sia portato a termine secondo l’accordo” di finanziamento, ha messo in chiaro il portavoce della commissaria Ue ai Trasporti Violeta Bulc, ma “se una delle parti ha una posizione ufficiale diversa dovrebbe prima di tutto parlarne con l’altra parte” coinvolta, ossia la Francia. E in ogni caso, se il governo italiano dovesse decidere per il disimpegno, Bruxelles ha ribadito di “non poter escludere di dover chiedere all’Italia di restituire i fondi Cef già erogati” per il Tav “se questi non possono essere ragionevolmente spesi in linea con le scadenze dell’accordo di finanziamento”.

Come per qualunque progetto finanziato dalla Cef, infatti, Bruxelles ricorda che “ritardi nella sua attuazione potrebbero portare a una riduzione dei fondi Ue forniti, in linea con il principio ‘o si usano o si perdono'”. Per ora sono 813,8 milioni di euro i finanziamenti europei stanziati per la prima fase dei lavori della Tav, ma questi sono condizionati allo stato di avanzamento dei lavori. Di conseguenza, dato il blocco dei lavori deciso dal governo italiano lo scorso settembre e i “crescenti ritardi” dovuti alla sospensione degli appalti, la Commissione Ue insieme alla sua Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (Inea) ora “sta monitorando da vicino” la situazione, “in contatto con le autorità francesi e italiane”.

Quindi “a seconda dell’evoluzione nelle prossime settimane, potrebbero essere necessari cambiamenti all’accordo di finanziamento per modificare l’ambito dell’azione, i suoi tempi e pertanto il livello del contributo finanziario Ue”. Al momento, in ogni caso, Bruxelles non può fare nessuna cifra, né su eventuali fondi da restituire o quelli che potrebbero essere persi.

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