La questione della distribuzione dei 47 migranti a bordo della Sea Watch fatti sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio sembrava essere diventata uno dei primi danni collaterali dello scontro diplomatico tra Francia e Italia. Soprattutto dopo che venerdì fonti del ministero dell’Interno avevano fatto sapere che da Parigi era arrivato un contrordine: “Prenderà solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici“, riferivano dal Viminale. Ora però è arrivato il chiarimento del ministero dell’Interno francese: “In realtà la Francia accoglierà sette migranti di Sea Watch, quindi manteniamo i nostri impegni”. La quota prevista dall’accordo per Parigi era di nove migranti, ma Matteo Salvini ha comunque apprezzato: “Ottimo! Col dialogo si risolvono tutti i problemi”.

“Prendiamo atto: anche i francesi non vogliono clandestini”, concludevano le fonti del ministero dell’Interno, aggiungendo che il Viminale chiede un accordo con Parigi per favorire il rimpatrio dei senegalesi. Un fronte su cui però l’Italia, precisavano, aveva già ricevuto “l’appoggio” dei transalpini: “La disponibilità di Parigi per aiutare Roma sul dossier rimpatri è stata apprezzata e segnalata dal ministro Salvini che l’ha evidenziata al suo omologo francese nella lettera con cui lo invita a Roma. Si segnala, però, che i partner europei non possono escludere i migranti economici dalla ridistribuzione perché rappresentano la stragrande maggioranza di chi arriva in Europa”, spiegavano sempre venerdì dal Viminale.

Una mossa, quella di rifiutare i migranti della Sea Watch, che sembrava una ripicca, dopo la decisione di ritirare l’ambasciatore francese per la prima volta dal 1940. Ma già un portavoce dell’Eliseo all’Adnkronos aveva negato: “L’impegno della Francia sulla Sea Watch è mantenuto“. Poi è arrivata la precisazione del ministero dell’Interno francese: “Ne accoglieremo sette”. Salvini ha gradito e rilanciato il fronte su rimpatri e controllo dell’immigrazione: “Pronto a lavorare col collega francese per combattere scafisti e terroristi”.

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