Tentativi di mediazione per ricucire lo strappo diplomatico, ma anche dichiarazioni tese a mezzo stampa che fanno ripartire gli attacchi da una parte e dell’altra. La crisi tra Francia e Italia, più di 24 ore dopo che Parigi ha richiamato l’ambasciatore a Roma, non ha ancora trovato una soluzione. La prova sono le parole del ministro dell’Interno francese Cristophe Castaner che, replicando ai microfoni di Bfm Tv all’invito di Matteo Salvini, ha dichiarato: “Non mi faccio convocare da nessuno“. Un riferimento alla gestione diplomatica dei rapporti, secondo cui non è il collega a doverlo chiamare a Roma: “Il dialogo fra noi è costante”, ha aggiunto. “Bisogna che sia rispettoso. Anche io sono pronto ad accoglierlo”, ha detto sottolineando che le missioni diplomatiche vanno fatte “in maniera ufficiale”. Il leader del Carroccio ha subito aggiustato i toni: “Ovviamente io non voglio né posso convocare nessuno: sarò lieto di ospitare in Italia, il prima possibile, il mio collega francese per discutere e risolvere i problemi”. Ma fin dalla mattina i segnali arrivati da Parigi parlavano tutt’altro che il linguaggio della mediazione: agli inviti per un incontro con Di Maio e Salvini hanno replicato dicendo che “il premier è Giuseppe Conte“, hanno liquidato le tensioni dicendo che “le frasette polemiche non hanno impedito all’Italia di entrare in recessione” e poi ribadito che il Tav va concluso. Dal canto suo l’Italia non è stata da meno: Luigi Di Maio ha scritto a Le Monde e rivendicato l’incontro con i gilet gialli perché “il futuro della politica non è né di destra né di sinistra”. Nel mezzo Bruxelles ha evitato di prendere posizione, ribadendo che “si tratta di una questione bilaterale“. Nel calderone di dichiarazioni è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico (M5s) che ha chiesto di “abbassare i toni”, pur “notando una reciprocità nei rapporti tesi e non unilateralismo”.

Il problema è che sono tanti i fronti aperti, con relative polemiche. Tutto deriva principalmente dall’incontro tra il leader M5s e i gilet gialli, ultimo capitolo di una vicinanza dei 5 Stelle con i contestatori di Macron, che l’Eliseo non ha mai digerito e che rappresenta il vero intoppo diplomatico: viene contestata la forma, ovvero non solo di essersi visti ma di aver deciso di scattare una foto e diffonderla su giornali e canali ufficiali. Ma non è l’unico aspetto che viene contestato. Una delle ultime frizioni in ordine di tempo è quella relativa alla disponibilità espressa ieri dal vicepremier Matteo Salvini di incontrare Macron. Un auspicio su cui il portavoce del governo francese Benjamin Griveaux, intervistato da Europe 1, ha messo dei paletti non di poco conto: “Il dialogo non è mai stato spezzato, ma c’è anche un presidente del Consiglio in Italia, si chiama Giuseppe Conte, è lui il capo del governo italiano e Macron lo ha già incontrato molte volte” ha detto. Poi ha proseguito: “Come sapete, questi ministri italiani sono già seduti intorno al tavolo con i loro omologhi francesi in occasione dei diversi consigli europei a cui partecipano”.

Nel clima di tensione, chi ha cercato di intervenire per mediare, è stato il presidente della Camera Roberto Fico: “Io dico di affrontare tutte le questioni sempre”, ha detto, “perché così si deve fare all’interno dell’Unione Europea; affrontare le questioni con i nostri vicini, abbassare i toni e così le istituzioni possono lavorare. Hanno continuato a lavorare sempre. Poi a livello politico è chiaro che ci possano essere pure degli scontri”. E ancora: “La politica è un discorso, le istituzioni un altro. Le istituzioni italiane e francesi, le relazioni tra gli Stati al di là della politica, sono ben salde, forti” ha detto la terza carica dello Stato. E sul sostegno dei 5 Stelle ai gilet gialli ha sottolineato come si stia “parlando di politica, di elezioni europee, e quindi non è un dato che mi interessa. A me interessa molto di più la questione istituzionale che con la Francia va avanti”. Quanto al ritiro dell’ambasciatore francese in Italia, per Fico “rientra in rapporti sicuramente tesi ma reciproci. Da questo punto di vista osservo una reciprocità nei rapporti tesi e non unilateralismo“‘.

Francia: “La situazione è grave, ma rapporti continuano”
La situazione tra Italia e Francia è “grave” e le autorità francesi che hanno richiamato in patria l’ambasciatore Christian Masset la stanno “considerando in tutta la sua gravità”, ha detto a Parigi una fonte diplomatica francese all’Ansa, sottolineando però che “fra i due Paesi i rapporti continuano a funzionare come prima”.
L’ambasciatore richiamato è impegnato in “incontri” con le autorità di Parigi, l’obiettivo è riportare le cose al più presto alla normalità, ma “i comportamenti devono cambiare”, sottolinea la fonte. E, a quanto apprende l’Ansa, non c’è ancora chiarezza su quale forma debba prendere questo cambiamento atteso da Parigi: “si stanno fissando dei paletti”, si limita a precisare la fonte, ribadendo che “il richiamo non è un ritiro” e che “le relazioni fra i due paesi non ne risentono”. “Ci sono state frasi e comportamenti inaccettabili – aggiunge un’altra fonte diplomatica – le cose devono andare in una direzione diversa. Il segnale atteso dalla Francia? E’ che queste cose, accuse senza fondamento o gesti inaccettabili, non accadano più”.

Di Maio a Le Monde rivendica incontro con i gilet. Poi la gaffe “la Francia ha una tradizione democratica millenaria” – Luigi Di Maio, in veste di capo del Movimento 5 Stelle, ha incontrato insieme ad Alessandro Di Battista Christof Chalencon, uno dei rappresentanti dei gilet gialli che ha deciso di candidarsi con la lista Ric. Il vicepremier M5s ha scritto una lettera a Le Monde per rivendicare quell’incontro: “Noi guardiamo”, si legge, “al vostro popolo come a un punto di riferimento e non un nemico, e le divergenze politiche e di visione fra il governo francese e italiano non devono ricadere sul rapporto di amicizia storico che unisce i nostri due popoli e i nostri due Stati“. Nella missiva si scrive anche che “per questo motivo, come rappresentante del governo del mio Paese, ribadisco la volontà di collaborazione del nostro esecutivo sulle questioni che ci stanno più a cuore”. Il vicepremier M5s ha anche fatto una gaffe, parlando di “tradizione democratica millenaria“: “Dopo il richiamo da parte del governo francese del suo ambasciatore”, ha scritto, “la prima cosa che vorrei ripetere con forza è che l’Italia e il governo italiano considerano la Francia come un Paese amico e il suo popolo, con la sua tradizione democratica millenaria, come un punto di riferimento a livello mondiale, nelle conquiste dei diritti civili e sociali”. E ha concluso: “In Italia guardiamo con grande attenzione e rispetto quello che succede in Francia. E tutti i giorni, come governo italiano, cerchiamo di prendere iniziative destinate a ristabilire i diritti dei cittadini, invertendo la rotta rispetto al passato, a quel tempo in cui l’azione politica aveva come solo obiettivo di togliere diritti e possibilità economiche ai più poveri per regalare tutto ai potentati economici. Questo perché vogliamo che la qualità della vita sia migliore per i cittadini”.

Una dei leader dei gilet gialli: “Di Maio pensi all’Italia” – Intanto, anche tra gli esponenti di spicco dei gilet gialli, che per loro stessa natura non hanno una leadership definita, si è aperto un dibattito sull’incontro con i rappresentanti che hanno deciso di candidarsi alle europee con la lista Ric. “Dopo questa telenovela ho solo voglia di dire una cosa: ma occupatevi di casa vostra. Non si fa politica con le ingerenze in altri Paesi, non abbiamo bisogno di forze straniere in casa nostra. Francamente quanto accaduto mi pare poco serio. Ho l’impressione di essere nel cortile della ricreazione” ha detto Jacline Mouraud, tra le leader del Movimento nonché fondatrice del partito Les Emergents. Per lei l’incontro con Chalencon e alcuni esponenti della lista Ric – al quale la Francia ha reagito richiamando a Parigi l’ambasciatore – “è un grave errore sia da parte italiana sia da parte francese”. In giornata una delegazione, guidata da un altro dei leader Maxime Nicole, ha manifestato a Sanremo.

Scontro Roma-Parigi e ripercussioni industriali: “Air France si sfila da salvataggio Alitalia” – Le tensioni sull’asse Roma-Parigi rischiano di ripercuotersi anche sul piano industriale. Un rischio che per Il Sole 24 Ore è già realtà. Il quotidiano di Confindustria ha riportato infatti la notizia del passo indietro di Air France-Klm dal salvataggio di Alitalia. Le fonti autorevoli citate dal Sole parlano di “decisione dovuta a motivi politico-istituzionali in seguito al richiamo a Parigi dell’ambasciatore a Roma”. Secondo la ricostruzione del giornale, le Fs erano in attesa dell’impegno ufficiale del cda di Air France-Klm (che nell’ipotesi sul tavolo avrebbe partecipato all’operazione insieme a Delta), “ma ieri è arrivato il no di Parigi”. Sulla questione – che Air France non ha voluto commentare – è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio: “Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda. Sto seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi. L’entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso”. Per Di Maio “il lavoro che sta facendo Trenitalia è con altri partner”.