Prosegue la partnership del Fatto Quotidiano con il quotidiano francese Mediapart. Ogni lunedì troverete un’ampia inchiesta proposta dal giornale fondato da Edwy Plenel e tradotta per i nostri lettori.

Il 4 febbraio: Tassare i ricconi, la sinistra Usa rompe il tabù
di Martine Orange (Mediapart)
La neo deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez non era invitata a Davos. Eppure il suo nome è stato al centro di tante conversazioni tramanager di gruppi internazionali,  riuniti al Forum economico mondiale di gennaio. Figura anzi nella lista delle principali preoccupazioni del momento, insieme alla guerra commerciale tra Trump e la Cina e i rischi di una nuova crisi finanziaria.
Alexandria Ocasio-Cortez è tra le personalità politiche “che combattono ricchezze e privilegi facendo cadere uno dei tradizionali tabù della politica americana”, riassume l’editorialista del Financial Times, Gideon Rachman, sottolineando l’attuale ascesa di una forma di populismo di sinistra. Quale tabù? Ha osato proporre di tassare fino al 70% i redditi più alti e le grandi ricchezze americane superiori ai 10 milioni di dollari.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Sul Fatto del 3 Febbraio – Crociere e gioielli: la legge Pd salva la Uil (come Bossi)

prev
Articolo Successivo

Meno parole violente, ma anche meno libertà. Il codice di condotta non fa del web un posto migliore

next