Le chiamava “le mie vitamine”, e le faceva stordire dal suo fedelissimo versando a loro insaputa una sostanza per poi violentarle. Ed erano ragazzine minorenni, anche di 13 anni. Alex Cifuentes è uno dei testimoni chiamati a deporre  a New York durante il processo contro il “re della droga” e capo del cartello di Sinaloa El ChapoGuzman, arrestato a gennaio 2016 dopo anni di evasioni e latitanza. Cifuentes, trafficante colombiano che nel periodo tra il 2007 e il 2008 ha vissuto con ‘El Chapo’ sulle montagne messicane di Sinaloa facendogli da braccio destro, dice di avere storidito alcune ragazzine per il boss almeno tre o quattro volte, ma anche lui avrebbe fatto sesso con alcune minorenni. “Guzmán – ha detto Cifuentes – le chiamava ‘le mie vitamine’ perché credeva che fare sesso con i minori gli desse ‘vita”. Rivelazioni – declassificate su richiesta del New York Times perché non direttamente collegate al processo per traffico di droga cui è sottoposto – che aggiungono nuovi elementi a carico dell’ex narcos, sul quale a ore si pronuncerà la giuria americana.

Guzman, dopo aver visto le immagini che gli procurava una sua luogotenente, nota come ‘Comadre Maria‘, decideva quali ragazze meritassero le sue attenzioni, pagando circa 5mila dollari per ciascuna. Proprio Comadre Maria, riferisce Cifuentes, era stata incaricata di consegnare 100 milioni di dollari come tangente all’ex presidente del Messico Enrique Peña Nieto. Dal canto suo, Guzman nega le accuse, definendole “prive di qualsiasi conferma e troppo inaffidabili per essere esaminate durante il processo”, come fa sapere il suo avvocato Eduardo Balarezo. Che aggiunge:  “È un peccato che tali documenti siano resi pubblici appena prima che la giuria debba prendere la sua decisione”. Cifuentes non ha menzionato questi fatti durante i quattro giorni di testimonianza durante il processo, finito martedì scorso dopo tre mesi di udienze.

Cifuentes, 50 anni, è stato arrestato in Messico nel 2013 e poi portato negli Stati Uniti. Imprigionato, ha iniziato a collaborare con la giustizia americana. Per Guzman, invece, oggi 61enne, in caso di condanna il rischio è l’ergastolo: questa è la richiesta della procura, con ben dieci accuse per traffico di droga, possesso di armi e riciclaggio di denaro. Il re messicano della droga, che, tra le tante accuse, vanta anche quella di aver sepolto vivo il membro di un cartello rivale, è alla sbarra per aver supervisionato l’esportazione di oltre 155 tonnellate di cocaina negli Stati Uniti tra il 1989 e il 2014, secondo quanto sostiene la procura.

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