Per lui i segnali di speranza ci sono. Come l’elezione di Landini a nuovo segretario della Cgil o la Prestigiacomo a bordo della Sea Watch. Vede nelle Europee “un’occasione per rimettere in campo un grande schieramento progressista“, ma “sarebbe un suicidio per la sinistra convergere in un’ammucchiata con tutti quelli che difendono l’Europa così com’è contro la ‘barbarie sovranista‘”. E guardando al Pd Massimo D’Alema in un’intervista a La Stampa fa il suo endorsement. “Speriamo che il Congresso dia a Zingaretti la forza di aprire un nuovo corso politico. Credo che se c’è una svolta nel Pd si possa riaprire anche una prospettiva di dialogo a sinistra”. Una dichiarazione che rimbalza sui social, specie tra i renziani. “D’Alema sostiene con forza Zingaretti. È un endorsement che rende tutto abbastanza chiaro. Abbiamo bisogno di futuro, non di un’altra ditta dieci anni dopo”, scrive su Twitter il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. Per Roberto Giachetti, candidato alla segreteria Pd con Anna Ascani, con l’intervista alla Stampa D’Alema “ha chiarito, al di là di reticenze e ipocrisie, il loro progetto e la vera posta in gioco alle #primariePD. Se vince Zingaretti tornano loro e torna la ditta, se vinciamo noi NO. #sempreavanti”

E il senatore dem Dario Parrini aggiunge: “Come volevasi dimostrare, l’intervista di D’Alema, come sempre, rende tutto più chiaro”. “La cosa bella di D’Alema è che puoi sempre contare sul fatto che si lasci fuori da solo. Il motto è “Dopo di me il diluvio””, twitta Calenda, rispondendo al messaggio di una elettrice che gli chiede di “lasciare fuori D’Alema“.

Simona Malpezzi, poi, paragona D’Alema al vecchio telefono della cabina telefonica, quello che andava solo a gettoni.

E al di là dei tweet dei renziani, sono tanti i messaggi degli utenti che commentano l’endorsement di D’Alema, che è trending topic.

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