Nuova stretta fiscale sui giochi per recuperare risorse con cui finanziare reddito di cittadinanza e quota 100. Nel decretone pubblicato in Gazzetta ufficiale lunedì sera compare un nuovo articolo che aumenta ritenute sulle vincite al Lotto, prelievi sulle slot machine e corrispettivi per i nulla osta all’installazione delle macchinette. Arrivano poi multe fino a 50mila euro per l’esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa e vengono aggravate le pene per i responsabili. Il gettito atteso è di 400 milioni di euro.

L’articolo 27 dispone per prima cosa un incremento dall’8 all’11% della ritenuta sulle vincite del 10&Lotto e porta dall’1,35 al 2% il prelievo (Preu) sulle slot machine. Il rilascio del nulla osta per la distribuzione di ogni singolo apparecchio viene raddoppiato, da 100 a 200 euro, e aumentano del 10% gli acconti del Preu pagati nel sesto bimestre 2019.

C’è poi un inasprimento delle sanzioni contro l’esercizio abusivo di giochi e scommesse. Il comma 6 modifica la legge del 1989 sulle scommesse clandestine aumentando le pene minime e massima “per chi esercita abusivamente l’organizzazione del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario”: erano rispettivamente 6 mesi e tre anni, mentre il decretone porta il minimo a tre anni e il massimo a sei anni. E le multe, che erano da 500 a 5mila euro, salgono da un minimo di 20mila a un massimo di 50mila euro. Inoltre “l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e’ tenuta alla realizzazione, in collaborazione con la Guardia di finanza e le altre forze di polizia, di un piano straordinario di controllo e contrasto all’attività illegale di cui ai precedenti commi con l’obiettivo di determinare l’emersione della raccolta di gioco illegale”.

Il comma 7 prevede un aggravio delle sanzioni anche per “chiunque, sul territorio nazionale, produce, distribuisce o installa o comunque mette a disposizione, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie, apparecchi destinati, anche indirettamente, a qualunque forma di gioco, anche di natura promozionale, non rispondenti alle caratteristiche di cui ai commi 6 e 7″. Le multe, che oggi sono da 1000 a 6mila euro, salgono da 5mila a 50mila euro e in più è disposta “la chiusura dell’esercizio da trenta a sessanta giorni“.

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