In occasione della conferenza Digital Life and Design tenutasi dal 19 al 21 gennaio a Monaco di Baviera, l’amministratore delegato di Airbus Grazia Vittadini, ha detto che la sua azienda auspica che l’intelligenza artificiale diventi presto sufficientemente avanzata da consentire voli completamente autonomi.

Il riferimento non è al pilota automatico di cui tutte le compagnie aeree fanno uso, ma di “intelligenze artificiali capaci di liberare i piloti dalle routine più banali“. L’azienda sta lavorando da tempo a soluzioni con un solo pilota, con l’obiettivo di passare poi a soluzioni autonome. Ricordiamo che attualmente la maggior parte delle grandi compagnie aeree opera i voli con due piloti. Il primo passo che vorrebbe intraprendere Airbus è sostituirne uno con i sistemi informatici, per poi arrivare a rimpiazzarli entrambi.

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Il motivo di questo desiderio è il vantaggio che ne trarrebbe l’azienda. Primo fra tutti l’assenza dei piloti ridurrebbe i costi di gestione. In secondo luogo rimedierebbe alla continua carenza di piloti qualificati. Stando a quanto riportato da una relazione della banca d’investimenti UBS nel 2017 e citata da Digital Trends, l’industria dell’aereonautica civile spenderebbe annualmente oltre 30 miliardi di dollari per i piloti. Piloti che sono sempre più difficili da trovare per via del “recente aumento delle ore di volo richieste, per l’invecchiamento della forza lavoro, per il minor numero di nuovi piloti che fuoriescono dall’esercito e per una generale diminuzione d’interesse verso questa carriera”.

Vittadini reputa che la sfida più grande per le aziende come Airbus sia convincere gli enti regolatori ad approvare le tecnologie di guida autonoma. La sfida è “la certificazione dei prodotti”, ha affermato. Secondo alcuni, la tecnologia per controllare a distanza i droni militari esisterebbe già e potrebbe essere adattata per controllare aerei commerciali. Da qui ad ottenere una certificazione per l’aviazione civile però il passo è lungo.

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Ma non è l’unico ostacolo. Come sottolineano gli osservatori esterni, infatti, lo scoglio più grande sarebbe convincere i passeggeri delle compagnie aeree che gli aerei senza pilota sono una buona idea. Secondo un sondaggio condotto da UBS su un campione di 8.000 persone, il 54% ha dichiarato che si rifiuterebbe di salire a bordo di un aereo senza pilota, anche se la tariffa fosse più economica dello stesso volo, operato con un pilota in carne e ossa. Voi che cosa ne pensate, salireste su un aereo senza pilota?

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