GLASS di M. Night Shyamalan. Con Bruce Willis, James McAvoy, Samuel L. Jackson. Usa 2019. Durata: 122’. Voto 3,5/5 (DT)

Il Dunn di Unbreakable è diventato “il Sorvegliante”, mantello nero e capellino, intento a seguire le tracce di Kevin, il killer con 24 personalità del film Split che, questa volta, ha rapito e incatenato quattro cheerleader. Dunn salva le ragazze, inizia uno spietato duello a suon di botte con Kevin, ma i due vengono fermati dalla polizia capitanata da una psicologa. Dunn e Kevin vengono rinchiusi in un manicomio dove è già “ospite” da tempo Elijah, l’uomo dalle ossa fragilissime di Unbreakable, immobile sulla sedia a rotelle, ma che con la mente riesce a fare cose incredibili. Compito della psicologa, che ha scoperto i loro punti deboli per poterli imprigionare, è spiegare ai tre “supereroi” che avere superpoteri è solo una loro convinzione. Ma i tre non sono dello stesso avviso. Il superhero movies che non ti aspetti, zeppo di twist e di capovolgimenti di fronte, con supereroi (rigorosamente made in Shyamalan) indeboliti e ricattabili. Abilità suprema della regia è quella di abitare in modo sinistro e ambiguo luoghi e spazi poveri e risicati, spingendo però al massimo la resa spettacolare. Lo showdown nel parcheggio del manicomio, invece di quello paventato in cima all’Osaka Tower, per mostrare al mondo la “stoffa” dei tre, è la cifra artigianale in sottrazione, significante e convincente di un blockbuster che fa marameo all’immortalità vuota di XMen e compagnia. Cameo (lungo) di Shyamalan in ferramenta.

Film in uscita, da Glass a La Douleur: cosa ci è piaciuto e cosa decisamente no

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