È stata la giornalista e scrittrice Sandra Bonsanti a consegnare il premio Franco Giustolisi a Martina Castigliani, per l’inchiesta  “Nomi falsi e case protette. Il servizio segreto che salva le ragazze dai matrimoni combinati”, pubblicata su Fq Millennium, il nostro mensile diretto da Peter Gomez. Il servizio, uscito sul numero di marzo, ha vinto ex aequo con l’inchiesta di Giovanni Tizian e Stefano Vergine su l’Espresso. Presenti alla premiazione, nella sala Koch del Senato, la vicepresidente di Palazzo Madama, Anna Rossomando, la figlia di Giustolisi, Livia, e la giornalista Silvia Garambois, che ha letto le ragioni per cui è stato scelto il reportage di Fq Millennium: “Ha esplorato le molte sfaccettature di un fenomeno diffuso anche nel nostro Paese, evidenziando il dilemma tragico di fronte al quale si trovano ragazze giovanissime, costrette a morire dentro per poter scegliere la libertà”. Nel suo breve discorso Martina Castigliani ha ricordato le ragazze protagoniste del reportage, ma ha fatto anche un appello alla politica: “Queste storie mi sembrano un po’ gli archivi della vergogna della nostra generazione: sono lì, non tutti le vogliono vedere. Eppure esistono persone che stanno difendendo queste ragazze, sono le assistenti sociali e le donne di Trama di terra, che lottano ogni giorno contro tutti e che chiedono solo di non essere lasciate sole”. L’edizione 2018 del Premio è stata dedicata ai 33 martiri di Capistrello, il comune abruzzese teatro di uno dei crimini più feroci compiuti in Italia dai nazi-fascisti nel 1944

 

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