Giallorosso ebreo” e “questa Roma qua sembra l’Africa”. Sono alcuni dei cori antisemiti e a sfondo razzista che si sono alzati dalla curva Nord laziale durante la sfida di Coppa Italia contro il Novara. Alla mezzora di gioco dal settore più caldo della tifoseria biancoceleste si sono levati canti anche contro i carabinieri. Gli slogan sono stati intonati da un piccolo gruppo della tifoseria di casa in uno stadio Olimpico semi-deserto, con circa 12 mila spettatori sugli spalti. Sull’episodio indaga la Digos di Roma che sta vagliando le registrazioni delle telecamere per individuare il gruppetto che ha iniziato i cori.

Il nuovo episodio arriva al culmine di una settimana agitata sul fronte delle tifoserie. Martedì 8 gennaio ci sono stati scontri tra ultras della Lazio e forze dell’ordine a Piazza della Libertà, in occasione della festa per il compleanno del club. Nelle stesse ore un presunto gruppo di romanisti ha distribuito volantini antisemiti che prendevano di mira Lazio e Napoli.

E mentre a Roma la polizia indaga sul fatto, il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, torna sulla vicenda dei “buu” razzisti, subiti dal suo difensore Koulibaly in occasione della partita contro l’Inter del 26 dicembre. “I cori razzisti? Sembra sia un problema del Napoli ma in realtà è un problema del calcio italiano. Il Napoli ha vissuto questo momento legato alla partita di San Siro che non è stato un momento goliardico perché in quella serata c’è stato veramente poco da ridere”, dice il ct. che rimarca l’importanza di seguire il regolamento. “Probabilmente il protocollo non è ancora chiaro, tant’è che a quanto mi risulta la Federazione sta tentando di semplificarlo per capire a chi spetta la decisione di interrompere temporaneamente la partita. Noi non abbiamo mai parlato di sospensione, abbiamo chiesto una interruzione temporanea delle partite, come dice, appunto, regolamento”, sottolinea il tecnico emiliano.