“La corruzione nel nostro Paese è grave e sistemica, molto infiltrata nel mondo degli appalti. Forse è minore di quello che viene percepita, ma non può essere sottovalutata”. A rivendicarlo il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, a margine dell’iniziativa dell’Eurispes sulla ricerca “La corruzione tra realtà e percezione”. “In materia di prevenzione mancano una serie di strumenti, a partire da una seria legge sul conflitto d’interessi, che è spesso l’anticamera della corruzione”, ha rilanciato il presidente dell’Anac.
All’evento era presente anche il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, che è tornato a elogiare le nuove norme sull’Anticorruzione (approvate con il cosiddetto ‘Spazzacorrotti’, ndr), ma ammonendo invece sui rischi per l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto degli appalti pubblici, inserito nell’ultima manovra: “Esiste l’esigenza di velocizzare gli appalti, ma c’è anche l’esigenza di proteggerli. Il tema che si discute oggi è quello dell’infiltrazione di cartelli mafiosi negli appalti ed è evidente che, di fronte a questo pericolo, si avrebbe la possibilità di una partecipazione più agevole per gli esponenti delle mafie”, ha avvertito il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo
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