“Sto seguendo le vicende della Sea Watch. Dire che i porti sono chiusi è un modo improprio di esprimersi. Nelle convenzioni internazionali esiste il diritto di passaggio inoffensivo. Bisognerebbe capire perché la politica dice ciò che non è. Qualsiasi nave in emergenza, rivolgendosi al Comando del porto, e non ai presidenti delle autorità che hanno in mente evidentemente campagna elettorale, manifestando la situazione, possono chiedere di entrare in porto e attraccare. Non c’è alcuna competenza del Ministero degli Interni. Non si tratta di persone che chiedono ingresso, ma di naufraghi. Quindi non si tratta di attivare “Dublino 3″. Se fossero sospinti dal mare sulle coste sarebbero naufraghi o immigrati? Sono stato espulso, ma continuo la mia rotta verso l’orizzonte posto dal movimento all’elettorato. Non ci sono fisicamente, ma le mie azioni politiche saranno coerenti con le sue finalità”. Così il senatore Gregorio De Falco in uscita dalla commissione al Senato.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

#Napoliportoaperto, De Magistris regala il manuale di diritto della navigazione a Di Maio, Salvini e Toninelli

prev
Articolo Successivo

Carige, Delrio (Pd): “M5s e Lega hanno fatto come noi, sono capaci solo di polemiche”. E attacca Di Maio su gilet gialli

next