“Sto seguendo le vicende della Sea Watch. Dire che i porti sono chiusi è un modo improprio di esprimersi. Nelle convenzioni internazionali esiste il diritto di passaggio inoffensivo. Bisognerebbe capire perché la politica dice ciò che non è. Qualsiasi nave in emergenza, rivolgendosi al Comando del porto, e non ai presidenti delle autorità che hanno in mente evidentemente campagna elettorale, manifestando la situazione, possono chiedere di entrare in porto e attraccare. Non c’è alcuna competenza del Ministero degli Interni. Non si tratta di persone che chiedono ingresso, ma di naufraghi. Quindi non si tratta di attivare “Dublino 3″. Se fossero sospinti dal mare sulle coste sarebbero naufraghi o immigrati? Sono stato espulso, ma continuo la mia rotta verso l’orizzonte posto dal movimento all’elettorato. Non ci sono fisicamente, ma le mie azioni politiche saranno coerenti con le sue finalità”. Così il senatore Gregorio De Falco in uscita dalla commissione al Senato.

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