È interdetto dalle funzioni pubbliche, ma si è presentato lo stesso in Consiglio regionale. Conseguenza? Lavori bloccati. È accaduto in Regione Lazio, dove nella mattinata di venerdì 21 dicembre si è presentato in aula l’esponente di Forza Italia Adriano Palozzi che, nonostante l’interdizione temporanea dalle funzioni pubbliche a seguito dell’arresto lo scorso giugno per l’inchiesta sul nuovo Stadio della Roma, ha firmato il registro presenze bloccando di fatto i lavori dell’aula, impegnata nella discussione del bilancio. Il consigliere regionale di Fi si è visto revocare dal Tribunale la misura degli arresti domiciliari qualche giorno fa: questo ha fatto venire meno le condizioni della decadenza temporanea dalla carica imposte dalla legge Severino. Al tempo stesso, però, c’è un’ordinanza del giudice che ha stabilito l’interdizione temporanea dalle funzioni pubbliche per lo stesso Palozzi.

Questo gli impedisce di rimettere piede alla Pisana ma il consigliere regionale di Fi non ha rispettato l’ordinanza in questione. Secondo alcuni presenti in aula Palozzi si sarebbe presentato verso le 10.30, firmando al banco della presidenza. Il consigliere M5S Devid Porrello, che presiedeva il Consiglio regionale, gli ha fatto notare che aveva l’interdizione dai pubblici uffici, chiedendo a Palozzi la documentazione che attestasse la revoca della stessa. Secondo alcune testimonianze dei presenti Palozzi ha dichiarato di possedere la sospensiva dell’interdizione dai pubblici uffici ma non l’ha voluta presentare al presidente di turno del Consiglio regionale perché, a suo avviso, non è tenuto a farlo. La querelle si è risolta nel tardo pomeriggio, alla ripresa dei lavori d’aula, quando il presidente del consiglio regionale, Daniele Leodori, ha letto una nota di integrazione inviata dalla Prefettura che sospende l’interdizione del consigliere, di fatto reintegrandolo a tutti gli effetti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Manovra, slitta a sabato alle 14 il maxi emendamento del governo. Casellati: “Si rispetti il Senato. Stop iter a singhiozzo”

prev
Articolo Successivo

Manovra, Salvini a Palazzo Chigi con la giacca della polizia ironizza: “Maxi emendamento? Ce l’ho in tasca”

next