“Saremo un migliaio di persone qui davanti al Senato. Abbiamo incontrato il viceministro Rixi che pur comprendendo le nostre preoccupazioni non ha la forza politica per chiedere al governo un ulteriore proroga della sospensione dell’efficacia del 29/1 Quater, al fine di rivisitare la legge quadro per gli Autoservizi Pubblici non di Linea con principi più moderni”. Parla così all’Adnkronos Mauro Ferri, presidente di Anitrav, Associazione nazionale imprese trasporto viaggiatori, che davanti a Palazzo Madama protesta contro l’entrata in vigore da gennaio di un decreto che costringerebbe gli Ncc a rientrare in rimessa alla fine di ogni corsa. Secondo la categoria queste novità metterebbero a rischio migliaia di posti di lavoro.

Una delegazione martedì mattina ha incontrato il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, ma durante il vertice non è stata raggiunta un’intesa. A quel punto è scattata la mobilitazione: centinaia di autisti sono arrivati davanti a palazzo Madama bloccando corso Rinascimento. Vestiti di blu e armati di fischietti e trombe, hanno manifestato contro il governo, con insulti contro il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, al grido di “buffoni, buffoni” e “vergogna, vergogna”. I manifestanti hanno anche bruciato alcune bandiere del Movimento 5 Stelle davanti alla sede della Prefettura di Roma, dove si erano radunati. Alla manifestazione unitaria partecipano anche le imprese della Fai, la Federazione degli autonoleggiatori aderente a Confcommercio-Conftrasporto, che chiedono al governo un’ulteriore proroga dell’entrata in vigore del decreto. “Siamo qui per scongiurare l’estinzione di un settore che conta 80mila imprese e 200mila lavoratori – dichiara il presidente della Fai-Conftrasporto Daniele Ercoli – Numerosi sono stati i presidi dei nostro colleghi in molte altre città d’Italia“.

E in mattinata gli Ncc avevano protestato anche a Milano in piazza della Scala con fischietti e uno striscione con scritto ‘No al 29/1 quater (riferendosi al Milleproroghe 2008, vedi sotto). Non siamo abusivi, paghiamo le tasse. Libertà’. Davanti alla sede del Comune hanno dato vita a una sorta di installazione, mettendosi in fila in modo da formare la scritta Ncc, ovvero noleggio con conducente.

La protesta – Agenti in tenuta antisommossa e blindati hanno sbarrato l’accesso a piazza Venezia. Alcuni manifestanti si sono seduti sulla strada all’altezza della prefettura. Uno indossa un gilet giallo, sull’onda del movimento che nelle ultime settimane si è diffuso in Francia e ha messo in seria difficoltà il governo di Emmanuel Macron. Secondo quanto si è appreso da fonti della polizia locale, ci sarebbe stata anche una “caccia” al vigile da parte di alcuni manifestanti. Un agente sarebbe stato accerchiato da una trentina di persone rischiando il linciaggio. Gli Ncc, però, si sono difesi dalle accuse di avere aggredito alcuni tassisti. “Noi non abbiamo aggredito nessuno – hanno detto -. Quello che stanno diffondendo sono solo menzogne”

Nel mirino c’è l‘articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008 (il Milleproroghe di quell’anno), che vieta il posteggio su suolo pubblico “nei comuni ove sia esercito il servizio di taxi” e dispone che “le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con conducente sono effettuate presso la rimessa. L’inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla rimessa, situata nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione, con ritorno alla stessa”. L’entrata in vigore della normativa è stata rimandata ben undici volte scatenando le proteste dei tassisti. Autisti e imprese di autonoleggio nei giorni scorsi si erano detti “pronti a bloccare aeroporti, autostrade e città” nel caso in cui il governo si fosse piegato a quella che definiscono l'”irrazionale volontà dei tassisti”.

“Lavoratori e imprese messe sul lastrico da un ricatto” – “Il governo non intende prorogare la sospensione e intende farla entrare in vigore con delle modifiche che peggiorerebbero ulteriormente la situazione, già difficile”, ha spiegato Ferri. Si tratterebbe di una modifica alla legge quadro dei noleggiatori con l’inserimento di restrizioni del Milleproroghe 2008, condotta senza l’iter parlamentare garantito dalla Costituzione: modifica sospesa per dieci anni nell’efficacia da sei governi per criticità costituzionali e che, in mancanza di ulteriore proroga immediata, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2019, rendendo illegittimo l’esercizio dell’attività d’impresa Ncc. “Non ci muoveremo da qui finché non avremo una risposta positiva – ha detto ancora Ferri – perché non è possibile che 80mila imprese e 200mila addetti ai lavori debbano essere messi sul lastrico da un ricatto che i tassisti stanno facendo al governo. Si vuole eliminare una categoria per favorirne un’altra”.

Stop in manovra alle novità – Un emendamento al ddl Bilancio di M5S presentato nei giorni scorsi al Senato avrebbe introdotto alcune misure per liberalizzare il mercato delle auto con conducente. Prima tra tutte la possibilità di prendere nuovi clienti senza essere obbligati ogni volta a tornare nella rimessa. Ma una proposta di modifica dei relatori cancella la misura. La deroga è prevista se nel ‘foglio di servizio’ già sono indicate “più prenotazioni oltre la prima”. Il nuovo testo, inoltre, blocca il rilascio di nuove licenze fino a quando non sarà pienamente operativo il nuovo archivio informatico del Mit con l’elenco delle imprese operanti nel settore (un nuovo “archivio informatico pubblico nazionale” che registrerà tutte le licenze anche dei taxi). L’emendamento contiene anche alcune misure che rappresentano un passo in vanti rispetto alle regole vigenti. L’impresa potrà avere rimesse in vari Comuni della stessa provincia, non solo in quello che ha rilasciato l’autorizzazione, previa comunicazione ai Comuni in questione.

In base alla proposta di modifica il servizio potrà operare nella provincia senza essere obbligato a tornare in rimessa a patto che sul foglio di servizio siano registrate, “sin dalla partenza dalla rimessa o dal pontile di attracco, più prenotazioni con partenza o destinazione all’interno della provincia o area metropolitana in cui ricade il territorio del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione”. Sul fronte prenotazioni, andranno effettuate presso la rimessa anche mediante l’uso di strumenti tecnologici, e l’inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire presso le rimesse. Nel servizio di noleggio con conducente è previsto infine l’obbligo di compilazione e tenuta da parte del conducente di un ‘foglio di servizio’ in formato elettronico che dovrà riportare: la targa del veicolo; il nome del conducente; data, luogo e chilometri di partenza e arrivo; orario di inizio servizi, destinazione e orario di fine servizio e dati del fruitore del servizio. In attesa del foglio elettronico si ricorrerà ad una versione cartacea con numerazione progressiva con gli stessi contenuti.

“La deroga è insufficiente” –  “Un passo avanti, ma insufficiente! Quello che serve è una vera liberalizzazione delle licenze, in modo che ognuno possa fare il tassista o svolgere il servizio di noleggio con conducente dove vuole. Altrimenti, come già proposto dall’Autorità dei trasporti, devono essere le regioni e non le città o le province a diventare gli ambiti territoriali di riferimento per tutti i servizi di trasporto di passeggeri” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche la deroga al rientro in rimessa, permessa solo se nel foglio di servizio sono già indicate più prenotazioni oltre la prima, è decisamente insufficiente” prosegue Dona. “Nell’era delle app e della connettività, siamo ancora ai fogli di servizio. Le corse devono poter essere prese in ogni momento e con qualunque modalità, senza l’obbligo di rientrare in rimessa” conclude Dona.

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