Comprano un libro a tema lgbt, ma la professoressa le “invita” a restituirlo. E a cambiarlo con qualcosa di più “adatto”. A denunciare l’episodio è Edizioni Sonda, la casa editrice che cura la pubblicazione italiana del volume incriminato. Si tratta di Questo libro è gay, di Juno Dawson, un’autrice transgender inglese di narrativa per ragazzi molto conosciuta nella comunità arcobaleno e nominata “The queen of teen” dal Guardian. La vicenda, stando a quanto raccontato in un post su Facebook, è avvenuta durante Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria che si è svolta nei giorni scorsi a Roma.

“Accade che, durante la fiera, due ragazze sui 13 anni decidono di acquistare il libro con il buono scuola, dopo averlo sfogliato insieme. Decise e curiose, erano state attratte subito dalla copertina”, si legge nel post dell’editore. La Regione Lazio, infatti, per sostenere l’iniziativa – giunta alla 17esima edizione – quest’anno ha messo a disposizione per 10mila ragazzi delle scuole primarie e secondarie un buono da 10 euro spendibile a proprio piacimento. Ma così non è stato per le due studentesse. “Circa 10 minuti dopo, a testa bassa, sono state ‘invitate’ dalla loro insegnante a tornare al nostro stand per restituire il libro, giudicato non adatto a loro. Ne hanno preso un altro, controvoglia. Sbuffando”. Un’imposizione che non è andata giù alla casa editrice: “Il volume è studiato e pensato proprio per quell’età, ci chiediamo in che modo si possano educare i ragazzi al rispetto e all’uguaglianza se non li si lascia liberi di scoprire il mondo e le sue sfaccettature”.
Questo libro è gay affronta tematiche relative all’identità di genere, all’orientamento sessuale e alla dimensione corporea e affettiva. Argomenti che sono considerati centrali per la crescita di un adolescente. “Si parla anche di come combattere il bullismo ed essere orgogliosi di ciò che si è”, spiega Edizioni Sonda. Per questo gli addetti della casa editrice presenti in fiera hanno deciso di chiedere spiegazioni alla docente. “Dopo aver chiacchierato con lei, ci siamo resi conto che spesso anche gli insegnanti stessi sono condizionati dal parere che i genitori potranno avere del libro e perciò rinunciano preventivamente ad accoglierne l’impatto positivo, pur riconoscendolo”, si legge ancora nel post. Insomma, la professoressa ha preferito far cambiare il libro alle ragazze per evitare di ricevere delle lamentele dalle rispettive famiglie. Edizioni Sonda ha quindi deciso di denunciare l’accaduto su Facebook. Con un appello: “Lo sforzo in una direzione diversa deve essere comune: a casa, a scuola, in libreria, in biblioteca, in tutti i luoghi di socialità, compresi quelli online”.
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