Sono stati individuati i sequestratori del cooperante italiano Federico Motka, che fu rapito in Siria nel 2013. Il gip di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di alcuni uomini ritenuti appartenenti all’Isis e indagati per associazione con finalità di terrorismo internazionale e sequestro di persona a scopo di terrorismo. Grazie anche alla cooperazione giudiziaria e di polizia attivata tra i Paesi europei interessati, è stato possibile ricostruire le varie fasi del sequestro e identificare buona parte dei componenti del gruppo terroristico. Motka, rapito in Siria nel marzo 2013, rimase nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico per 14 mesi: fu liberato il 26 maggio 2014. Era arrivato in zona come coordinatore di interventi umanitari per conto di un’organizzazione non governativa francese e in precedenza, aveva lavorato in altri territori di guerra e ad alto rischio, come l’Afghanistan.

Il provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip di Roma riguarda sei persone, tra cui anche i superstiti dei cosiddetti ‘Beatles’ e cioè la cellula jihadista con passaporto britannico autrice in Siria di torture ai danni di sequestrati occidentali. Il provvedimento emesso su richiesta del pm Sergio Colaiocco riguarda anche terroristi con passaporto francese e belga. Grazie all’attività di cooperazione giudiziaria i carabinieri del Ros sono riusciti a risalire alle identità del gruppo che sotto il Califfato, a partire dal 2013, avrebbe messo a segno una trentina di sequestri di occidentali tra cui quello di Federico Motka rapito in Siria nel marzo di cinque anni fa e rimasto nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico per 14 mesi.

Le indagini hanno consentito la completa ricostruzione delle fasi del sequestro e l’identificazione di molti carcerieri, anche attraverso una estesissima cooperazione giudiziaria e di polizia attivata tra i Paesi europei interessati, e il contributo dall’intelligence italiana. Il provvedimento è stato emesso nei confronti di Aine Leslie Davis (nome di battaglia Abu Saleh), nato nel Regno Unito nel 1984; Alexanda Amon Kotey (Abu Seed), nato nel Regno Unito nel 1983; El Shafee Elsheisk (Abu Aisha), nato in Sudan nel 1988, cresciuto nel Regno Unito; Mehdi Nemmouche (Abu Omar), nato in Francia nel 1985, detenuto in Belgio, autore della strage compiuta al Museo Ebraico di Bruxelles il 24 maggio 2014; Soufiane Alilou (Abu Jihad), nato in Belgio nel 1993, detenuto in Belgio; Salim Benghalem (Abu Mohamed), nato in Francia nel 1980 (di cui si sono perse le tracce mesi addietro, verosimilmente è morto in Siria nel corso delle operazioni belliche).

Nell’ampio gruppo di rapitori, è stata identificata una cellula formata da jihadisti anglofoni, soprannominati dagli ostaggi “the Beatles”, composta da Aine Leslie Davis, Alexandra Amon Kotey, El Shafee Elsheikh e da Mohamed Emwazi: sono i più violenti tra i sequestratori, autori di torture e violenze immotivate e Mohamed Emwazi, soprannominato “Jihadi John“, morto in Siria il 12 novembre 2015, è noto alle cronache come autore di numerose decapitazioni; c’è poi un gruppo di jihadisti francofoni costituito, tra gli altri, da Mehdi Nemmouche, Najim Laachraoui (uno dei suicidi dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles del 22 marzo 2016), Salim Benghalem e Soufiane Alilou.

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