Niente primarie e incoronazione diretta di Davide Faraone, proconsole di Matteo Renzi sull’isola. È lo scenario che si concretizzerà nelle prossime ore per il Partito democratico sull’isola. Dove tanto per cambiare, i dem si trovano in una situazione caotica. L’ex sottosegretario renziano, infatti, è rimasto l’unico candidato alle primarie, dopo il ritiro dell’altra pretendente alla segreteria regionale: Teresa Piccione, esponente dell’area che fa capo a Nicola Zingaretti, ma appoggiata anche da Enrico Franceschini e Andrea Orlando.

Il ritiro dell’ex deputata è arrivato nel giorno in cui la commissione nazionale ha fissato l’elezione del nuovo segretario in Sicilia per il 16 dicembre, posticipando i congressi provinciali dopo la consultazione nei gazebo. È probabile, però, che le primarie in Sicilia non saranno né il 16 dicembre né mai. A deciderlo sarà la commissione regionale per il congresso: dovrà stabilire se annullare o celebrare ugualmente le elezioni nei gazebo, visto che è in corsa un unico candidato. Una decisione che arriverà nelle prossime 24 ore: domani, infatti, è previsto il deposito delle liste dei candidati del mozioni. Le primarie regionali del Pd, infatti, non eleggono direttamente il segretario ma solo i candidati al congresso: saranno questi ultimi a indicare il numero uno del partito. Proprio per questo motivo, dopo il deposito delle liste dei candidati, non sarà più necessario svolgere le primarie: in campo è rimasto soltanto Faraone. Che dunque si prepara ad essere nominato segretario dei dem siciliani.

L’unica sfidante di Faraone era appunto Piccione, ex deputata dell’Areadem che però chiedeva una data per i congressi provinciali precedente alle primarie e non successiva. Informata della decisione della commissione nazionale di garanzia ha fatto un passo indietro attaccando i renziani. “Quelle di domenica, in Sicilia, saranno le primarie fondative del partito di Renzi e non le primarie del Partito Democratico. Per questa ragione ritiro la mia candidatura”, dice Piccione. “Da giorni – aggiunge – nei territori ci arrivano segnali di una mobilitazione di massa da parte di altri partiti per le primarie di domenica. E’ inaccettabile che a scegliere il segretario del Pd possano essere elettori di Sicilia Futura o Forza Italia. Ho scelto di fare un passo indietro perché non ci sono le condizioni per partecipare alle primarie di domenica”

Una decisione, quella dell’esponente della corrente di Franceschini, che ha mandato in tilt il partito: il segretario uscente del Pd e presidente della commissione regionale per il congresso, Fausto Raciti, rientrerà in serata a Palermo da Roma dove è impegnato nei lavori parlamentari. Raciti è autore del ricorso accolto dalla commissione di garanzia che ha “congelato” i congressi provinciali orginariamente previsti tra il 21 novembre e il 2 dicembre. In base alla delibera dell’organismo di partito la nomina dei componenti delle commissioni provinciali per il congresso spetta alla commissione regionale e non alle direzioni provinciali: proprio questo punto era stato il “nodo” che contrapponeva Piccione e Faraone. Nonostante i ricorsi, alcuni circoli del catanese avevano celebrato i propri congressi che a questo punto non sarebbero validi. Ma d’altra parte il Pd in Sicilia un segretario lo ha già: il renziano Faraone.

 

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