Quando una rete considerata di “nicchia” come Rai 3 batte (sul profilo degli ascolti) la rete ammiraglia del servizio pubblico gli appassionati delle curve televisive parlano inevitabilmente di uno “storico sorpasso”. È successo martedì 4 novembre, quando il “bollettino” Auditel ha emesso una sentenza poco felice per i nuovi vertici di Rai 1: La Vita in Diretta di Timperi e Fialdini ha convinto “solo” 1.355.000 telespettatori con il 12,85% di share nella prima parte e 1.736.000 con il 13,96% nella seconda, mentre il “cugino” Geo ha appassionato 1.810.000 con il 13,9%.

Il programma dedicato alla scienza e alla natura, in onda sulla terza rete dal 1984, evidentemente piace sempre di più, mentre il talk pomeridiano di Rai 1 non sta certo vivendo la sua stagione migliore. Ilfattoquotidiano.it ha contattato Sveva Sagramola, che da vent’anni è alla guida del contenitore “green” (dal 2013 con Emanuele Biggi). «Non è stato proprio un sorpasso storico come ho letto: ci sono dei momenti nel pomeriggio in cui Geo diventa prima rete nazionale, sopra Rai 1 e Canale 5, ma succede da anni, non è successo magicamente due giorni fa”, racconta il volto buono del pomeriggio televisivo. “Io sono felice perché finalmente vediamo premiati vent’anni di lavoro. Geo va bene e piace perché è frutto di una squadra straordinaria, tutta interna Rai, che ha sempre perseguito una qualità di prodotto in maniera quasi ossessiva. Quel che mi fa più felice è che finalmente ci si sia accorti del valore di questo programma».

Qualcuno già parla di una “guerra” tra reti e direzioni, con chi immagina (ma qui siamo nell’ambito della fanta-televisione) un trasferimento di Geo sull’ammiraglia. «Non ne ho mai sentito parlare. Non ci sono guerre interne tra reti: la Rai è una grande squadra e Geo ha sempre rappresentato una colonna portante del servizio pubblico, così come La Vita in Diretta è un pilastro del palinsesto. Quest’anno, è vero, siamo arrivati a sfiorare il 14% e siamo un paio di punti più alti rispetto agli altri anni, però questa è solo la conseguenza di quello che abbiamo seminato in questi anni. Il nostro modo di fare televisione può sembrare antico, ma è una maniera responsabile e da servizio pubblico». Tutt’altro clima si starà respirando nei corridoi dello Studio 3 di via Teulada…