Aser Mohamed è scomparso nel gennaio 2016 all’età di 14 anni. Per 34 giorni è rimasto in detenzione senza contatti con l’esterno ed è stato torturato per costringerlo a “confessare” di aver fatto parte di un gruppo terroristico e di aver compiuto un attentato contro un albergo, reati che sostiene di non aver commesso. Affronterà un processo insieme ad altri imputati adulti e rischia di essere condannato.

Abdallah Boumidan è stato arrestato dalle forze armate egiziane nel dicembre 2017, all’età di 12 anni, nella città di Arish, nel Sinai settentrionale. Dopo sette mesi di sparizione durante i quali ha subito torture, è stato incriminato per “appartenenza a un gruppo terroristico” e posto in isolamento. Il suo stato di salute è fortemente compromesso.

Quelli di Aser e Abdallah sono solo due dei casi di violazioni dei diritti umani ai danni di minorenni – almeno sei di tortura e 12 di sparizione forzata – che, secondo una denuncia di Amnesty International e del Fronte egiziano per i diritti umani, si sono verificati in Egitto dal 2015. Una prassi in realtà iniziata già dal colpo di stato del luglio 2013.

I familiari dei sei minorenni sottoposti a tortura hanno riferito che durante la prigionia i ragazzi sono stati picchiati brutalmente, colpiti con la corrente elettrica sugli organi genitali e su altre parti del corpo e appesi per gli arti. Le autorità egiziane tengono i detenuti minorenni insieme agli adulti, in violazione del diritto internazionale dei diritti umani. In alcuni casi, sono imprigionati in celle sovraffollate e non ricevono cibo in quantità sufficiente. Almeno due minorenni sono stati sottoposti a lunghi periodi di isolamento.

Minorenni sono stati inoltre processati in modo iniquo, talvolta in corte marziale, interrogati in assenza di avvocati e tutori legali e incriminati sulla base di “confessioni” estorte con la tortura dopo aver passato fino a quattro anni in detenzione preventiva. Almeno tre minorenni sono stati condannati a morte al termine di processi irregolari di massa: due condanne sono state poi commutate, la terza è sotto appello.

Va sottolineato che l’Egitto è firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e che le sue leggi prevedono che i minorenni debbano essere processati dagli organi di giustizia minorile. Dunque, oltre al diritto internazionale, le autorità del Cairo violano le loro stesse norme interne.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Russia-Ucraina, tensione nel Mar Nero: imbarcazione russa sperona un rimorchiatore ucraino. Poi il sequestro di 3 navi

next