Dopo lo smantellamento del modello Riace con l’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il sindaco Mimmo Lucano e la revoca dello Sprar da parte del ministero dell’Interno, il paesino della Locride vive un momento di difficoltà per i trasferimenti dei migranti ma non abbandona la speranza per il futuro.
In queste ore molti migranti stanno lasciando Riace. Alcuni, però, dopo essere partiti e dopo aver visto gli Sprar che li dovranno ospitare, sono ritornati in Calabria.
Come Anna, una ragazza nigeriana con due figli: “Qui avevo una casa e un futuro”.
Mimmo Lucano e Recosol, la rete dei comuni solidali, stanno già pensando a nuovi progetti di accoglienza attraverso i corridoi umanitari.
“Riace non muore – dice il sindaco costretto ancora a vivere lontano dal suo paese per il divieto di dimora impostogli dal Tribunale del Riesame che nelle settimane scorse ha revocato gli arresti domiciliari – Non muore perché ha nel suo Dna la solidarietà e l’accoglienza”.

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