“Nell’ultima settimana abbiamo assistito a momenti rivoluzionari, momenti di grande cultura, momenti religiosi impensabili, come il processo di beatificazione di Virginia Raggi. La sindaca di Roma come Santa Rita da Cascia, in barba alle polizze a sua insaputa e alle buche che continuano a riempirsi tristemente di acqua piovana e di lacrime amare dei romani”. Esordisce così, nel suo solito appuntamento settimanale su Lira Tv, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che stila un breve bilancio della settimana politica appena trascorsa.

Il politico del Pd menziona il pugno chiuso del ministro Toninelli: “Si era già esibito in performance di grande qualità, lui ha introdotto nella politica italiana le visioni, ma non quelle rooseveltiane o kennedyane. Parlo di allucinazioni da Lsd. Questo vede montagne e mari che si aprono. In realtà, il suo pugno per l’approvazione del decreto Genova è stato frainteso. Era un gesto mitico allegorico, ma quei malviventi di parlamentari l’hanno preso erroneamente come un oltraggio. Toninelli stava salutando a pugno chiuso il subcomandante campesino Di Battista dall’altra parte dell’oceano. A me pare un sacrilegio Toninelli col pugno chiuso, ma ormai son rimasti lui, Maduro e Kim Jong-un che salutano così”.
E aggiunge: “Abbiamo chiuso chiuso questa settimana effervescente, creativa, spumeggiante per un Paese così triste e in declino, con la performance migliore degli esponenti di governo: la visita di Salvini a Napoli e tutto quello che ha innescato soprattutto in termini di ammuina, di conflitto e di polemica tra membri del governo. Anche qui abbiamo registrato la malvivenza dei giornalisti e dei commentatori che hanno presentato questo scontro come un conflitto tra ciucci politici. La mia lettura è completamente diversa: si è trattato di uno scontro tra giganti della cultura, titani del pensiero. Molti invece erano rimasti fermi agli scontri poveri tra Gentile e Croce“.

De Luca menziona la Batracomiomachia di Leopardi: “Lo scontro Salvini-Di Maio è la trasposizione teatrale del poemetto di Leopoardi, cioè della guerra tra rane, topi, granchi. Leopardi scrisse questo poemetto satirico durante il suo soggiorno a Napoli. La cosa incredibile è che le analogie sono impressionanti: i topi nominano re Rodipane, il quale nomina come primo ministro il conte Leccafondi. Ma come volete che si parli di politica con questo governo? In questi giorni mi è venuta nostalgia di Paolo Gentiloni, avrei bisogno di serenità. Insomma, per dirla in termini altamente scientifici, questo è un bordello, un circo equestre, una falloforia. E il falloforo capo è Casalino“.

Il presidente campano commenta poi le dichiarazioni rese da Matteo Salvini a Napoli sugli inceneritori: “E’ una posizione inaccettabile e lontana dalla realtà. La posizione di Salvini ci danneggia come Paese, perché in queste ore stiamo trattando, assieme al ministro delll’Ambiente Sergio Costa, con l’Europa, per far togliere all’Italia l’infrazione per reato ambientale per inadempienze. Se un membro del governo esce con quelle posizioni come si va a trattare a Bruxelles? Ricordo che sono 120mila euro di multa al giorno all’Italia. Evitiamo di farci male, immaginando di guadagnare qualche voto”

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Rifiuti Campania, Lezzi: “Salvini vuole gli inceneritori? No e non c’è alcun margine di trattativa”

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