Sono a terra, al Pirellone, nel mio ufficio del gruppo +Europa con Emma Bonino in Regione Lombardia: confronto con i miei collaboratori sul lavoro fatto insieme in Regione, dentro e fuori dal palazzo nelle ultime settimane, anche grazie ai mezzi internet a mia disposizione nella sala comando nella nave Mar Jonio.

È giunto il momento di confrontare dati e numeri di ciò che avviene nel Mediterraneo con l’esperienza appena vissuta. Intanto, poche cose e di pessimo gusto sono accadute in Regione: la mozione del Carroccio approvata in Consiglio esclude dai lavori di giardinaggio i richiedenti asilo per favorire “i lombardi”. Di fatto, non c’è alcuna conseguenza pratica, è una mozione ideologica di clima, di semplice avvelenamento dei pozzi: la Lega stigmatizza i comuni che impiegano volontariamente, senza sborsare un euro, i rifugiati e richiedenti asilo nella cura del verde pubblico. La mozione chiede di premiare gli enti locali che fanno ricorso a manutentori professionisti. L’uso di richiedenti asilo per la cura del verde pubblico non prevede retribuzione ed è una iniziativa già attiva a Milano e in tanti comuni lombardi, come a Villanuova sul Clisi. “Nel mio Comune da tre anni sono impiegate a titolo volontario dieci persone, tutti ragazzi in attesa dei documenti” racconta a la Stampa il sindaco Michele Zanardo “questa iniziativa, che non ha alcun costo per l’amministrazione, ha dato buoni frutti. I cittadini sono sollevati dal non vedere queste persone a bighellonare per strada e di apprendere un mestiere”. La prima firmataria della mozione, la consigliera leghista Federica Epis, ha così spiegato: “Il taglio delle aiuole può essere benissimo svolto dai nostri bravi e solerti alpini”. Proporremo quindi che la protezione civile sostituisca i pizzaioli egiziani.

Prosegue il lavoro in commissione sanità di un provvedimento dal sapore di Grande Fratello orwelliano che andrà in aula per essere votato il 27 novembre. Regione Lombardia investirà 600mila euro in due anni anni per mettere videocamere dentro gli asili nido, mettendo così in crisi il già fragile rapporto di fiducia tra corpo docenti e genitori. Il tutto senza presentare uno straccio di dato statistico, né uno studio scientifico che mostri il beneficio di un tale provvedimento. L’assessore in commissione difendeva così la sua posizione “Io da mamma mi sento più tranquilla”. Immediata la mia risposta da pediatra: mai ho dato una medicina a un bambino per “curare l’ansia di una mamma”. Su questo tema +Europa con Emma Bonino è la unica formazione politica contraria: speriamo che almeno le opposizioni passino da astensione a voto contrario in aula.

Riguardo a ciò che accade fuori dal palazzo, mentre ero nel Mediterraneo, si riunivano a Madrid i deputati liberali di tutte le famiglie europee per il congresso di Alde. Con grande soddisfazione è passata col 90% di voti favorevoli una mozione radicale a mia prima firma dal titolo Overpopulation e family planning, setting a new political agenda, il cui senso trovate nel secondo dei miei interventi sul blog de Il Fatto Quotidiano.

Infine una riflessione sull’esperienza nel Mediterraneo, anche per rispondere alle tante critiche ricevute sul blog: per chi parte da Libia e Tunisia, non si tratta certo di una crociera. Mediterranea cerca di lavorare in dialogo con le marine militari e le capitanerie di porto italiane, maltesi e libiche e non aiuta i trafficanti, nel pieno rispetto delle leggi. Curiosi di scoprire da dove arrivano i soldi? Facile saperne di più, sul sito della missione trovate ogni informazione utile. E per inciso, gli unici pagati a bordo sono i sette marinai siciliani, che fanno questo di lavoro.

I migranti continuano a salpare verso l’Europa, ben 100mila nel 2018 secondo Unhcr. Solo la rotta Libia-Italia, sebbene in calo, conta 22mila arrivi nel 2018 con duemila morti stimati da Ispi: si tratta oggi della porzione di mare più pericolosa al mondo. Non siamo taxi del mare, siamo un’ambulanza. E fino a che non ci saranno regole certe e umane nella gestione della immigrazione, Mediterranea avrà sempre il mio sostegno. Essa offre ai politici la possibilità di avere le mani meno sporche di sangue fino a che non saranno governati i fenomeni. Come chiede la legge di iniziativa popolare europea www.welcomingeurope.it, vogliamo: decriminalizzare la solidarietà, creare canali di ingresso in Europa sicuri e legali, proteggere chi, durante questo viaggio, subisce violenza di qualsiasi tipo.

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