Bagarre a Non è l’arena (La7) sul caso di Casteldaccia, il paese in provincia di Palermo nel quale, a seguito dell’alluvione del 3 novembre scorso, è morta una famiglia che abitava in una villetta abusiva, a pochi passi dal fiume Milicia. Ospite della trasmissone è il sindaco del Comune, Giovanni Di Giacinto, che nella scorsa puntata aveva dichiarato che era in attesa di una sentenza del Tar sul ricorso per la demolizione della casa, ma era stato smentito in diretta dal Tar stesso. Stavolta il primo cittadino ammette: “Sono stato informato male”. Non ci sta, però, l’ex magistrato Antonio Di Pietro, col quale Di Giacinto ha un botta e risposta rovente. “Lei pensa che io possa conoscere tutti gli immobili abusivi che sono a Casteldaccia?”, si difende il sindaco. “Lei ha amministrato il paese dal 2003 al 2013” – ribatte Di Pietro – “Sa che esiste un fiume vicino a Casteldaccia? E intorno a quel fiume non ha visto case? Non c’è mai passato lei? Amico mio, lei mi sembra come quella persona che avevo interrogato una volta e diceva: ‘Nininini’”. Quelle case lì perché non le ha buttate giù? Lei, alla fine del suo mandato da sindaco nel 2013, ha fatto il pensionato o il consigliere regionale? E quando si è fatto eleggere nella Regione Sicilia, dove li ha cercati i voti? A casa mia o a casa sua?”. “Ma io devo sapere dove sono gli immobili abusivi nel mio paese?”, ribadisce Di Giacinto. “Sant’Antonio, se non lo sa lei, chi lo deve sapere?” – replica Di Pietro – “Stiamo parlando di Casteldaccia, non di New York”.
Nel dibattito interviene Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it e di FQ Millennium: “Il sindaco si difende legittimamente, ma la verità è che si sa benissimo come viene conquistato il consenso elettorale in certe regioni. E viene ottenuto anche chiudendo non un occhio, ma due su tutto questo. Tant’è vero che il sindaco, che certamente è innocente fino a prova contraria, è stato recentemente rinviato a giudizio, perché, secondo la magistratura di Termini Imerese, con la sua password entrava nel terminale dell’Agenzia delle Entrate e toglieva le multe ai suoi concittadini, compiendo così sgravi per oltre 120mila euro”.
“Non ci sto” – ribatte l’ex deputato regionale Pd – “Anche la Raggi fino a ieri era condannata da voi e adesso è stata assolta”.
“Io non ho condannato nessuno” – obietta Gomez – “Lei è stato anche al centro di polemiche fortissime perché ha promosso a vigile urbano la figlia di uno dei “portaordini” di Bernardo Provenzano, nonché ex moglie del boss della Kalsa. E dato che io ho conosciuto la Sicilia, so cosa vuol dire quando accadono certe cose in alcuni paesi e so come si conquistano i voti. Qua nessuno è fesso”.
Di Giacinto si difende: “Lei si vada a leggere tutta la mia storia. Io sono stato minacciato dalla mafia, ho avuto anche un cane impiccato dietro la porta. Non le permetto di fare alcune affermazioni sulla mia persona”.
Il direttore del Fatto online replica: “Non lo metto in dubbio”.

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