Al di là del compromesso raggiunto sulla prescrizione, tra M5s e Lega la tensione resta, così come il nodo politico. Perché se Bonafede e Di Maio insistono nel considerare riforma della prescrizione e riforma penale come “due cose separate” e “non legate”, dopo la ministra leghista Bongiorno che aveva parlato di “riforme inscindibili”, ora è il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, a precisare: “Se condivido le parole di Bongiorno? La riforma della prescrizione sarà una parte del tutto, con la riforma del processo penale. Se entra in vigore la ‘riformona’ uno o due mesi prima, allora ci sarà la prescrizione. Ma se non entra in vigore la riforma del processo penale, la prescrizione non ci sarà“, ha replicato lapidario. Smentendo, così, la versione del M5s. Sull’altro nodo dell’Anticorruzione, quello sulle norme per la trasparenza ai partiti, invece, Salvini ha tagliato corto: “Se vogliamo alzare la soglia dei 500 euro? Non mi sto occupando io della questione, non ho da fare alcun regalo a Casaleggio, che non conosco, o Berlusconi. I nostri bilanci sono certificati, ma non vorrei che la politica complicasse la vita alle piccole associazioni di volontariato, alle onlus”.