L’assoluzione diventa definitva. La Cassazione ha confermato la non colpevolezza  di Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars accusato di corruzione. L’ex esponente del Ncd, ora tornato in Forza Italia, in primo grado aveva avuto due anni ed era decaduto dalla carica per effetto della legge Severino. I giudici di appello, però, lo hanno scagionato per un capo di imputazione e hanno dichiarato la prescrizione per le altre accuse.

Secondo l’accusa, Cascio, difeso dall’avvocato Enrico Sanseverino, quando era assessore al Turismo del governo Cuffaro e vicepresidente della Regione avrebbe consentito alla società Ecotecna di ottenere fondi europei per la realizzazione di un resort e di un impianto sportivo adibito a campi da golf. In cambio avrebbe ricevuto “lavori” e “servizi” per la costruzione della sua villetta di Collesano, nei pressi del resort. Cascio, processato in abbreviato, secondo l’accusa, avrebbe agito “in concorso” con altri due ex dirigenti regionali, Agostino Porretto e Aldo Greco, che hanno scelto il rito ordinario.

In particolare per i giudici sarebbero prescritte le vicende relative alla delibera del 2001 con la quale era stato dato il finanziamento europeo per il resort. L’assoluzione, invece, ha riguardato il provvedimento del 2005 che estendeva la possibilità di utilizzo dei fondi anche i per i “lavori in economia”.

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