Se siete appassionati di videogiochi e vi state chiedendo qual è al momento il miglior monitor per giocare, la risposta è Asus ROG Swift PG27UQ. Si tratta di un prodotto con una diagonale utile di 27 pollici (68,5 cm), quindi non tra i più grandi in circolazione, che però offre una qualità delle immagini eccelsa anche durante le scene di gioco più movimentate. Il suo unico, vero, punto a sfavore è il prezzo: in Italia si trova a poco meno di 2.500 euro. Se vi consola, secondo i maggiori esperti di giochi li vale tutti; vediamo perché con il nostro test.

Prima di tutto chiariamo che il ROG Swift PG27UQ è un monitor da gioco, ossia nasce per soddisfare le esigenze di alta qualità e fluidità delle immagini di cui gli appassionati di giochi non possono fare a meno, almeno ad alti livelli. Questo non significa che gli altri utenti non possano usare questo supporto di visualizzazione, anzi. Doti come il contrasto molto realistico, la qualità cromatica, e altro che vedremo in seguito, si apprezzano in tutti i settori, dalla grafica al montaggio video. Però non in tutti i casi vale la pena investire 2.500 euro. Per esempio, se usate il computer per navigare in Internet e vedere film da Netflix, avrete una visione più che soddisfacente anche spendendo un terzo di questa cifra.

I motivi alla base di un cartellino del prezzo così alto sono vari. Prima di tutto questo prodotto ha una risoluzione 4K UHD, che corrisponde a 3.840 x 2.160 pixel. Oggi gli schermi 4K sono il top, per questo costano molto. Attualmente la risoluzione più diffusa è 1.366 x 768 pixel (ormai ritenuta insufficiente per la maggior parte delle attività). Una risoluzione oggi reputata ottima è quella Full HD, ossia 1.920 x 1.080 pixel. Tenete presente che in fatto di risoluzione vale la regola secondo cui più sono i pixel che popolano l’area di visualizzazione, più l’immagine è definita.

L’altro parametro che pesa nella scelta del monitor è la frequenza di aggiornamento, che per il monitor Asus ROG è di 120 Hz, incrementabile manualmente fino a 144 Hz. Per chi non lo sapesse, questo parametro corrisponde al numero di volte al secondo in cui il monitor si aggiorna con nuove immagini. Se, per esempio, il vostro monitor ha una frequenza di aggiornamento di 60 Hz, significa che l’immagine che voi vedete viene aggiornata 60 volte al secondo. Questo valore è più che sufficiente per rendere invisibile all’occhio umano il passaggio da un’immagine alla successiva. In passato, quando le frequenze erano più basse, si percepiva uno sfarfallio. Detto questo, la regola è che maggiore è la frequenza di aggiornamento, più l’immagine è fluida. 60 Hz vanno benissimo per la produttività generale, ma nei videogiochi c’è un’esigenza specifica: spesso ci sono sequenze video molto veloci. In questi casi specifici, se la frequenza è bassa l’occhio umano percepisce un rallentamento, una mancanza di fluidità. Salendo con la frequenza il problema si risolve, ecco perché c’è la necessità di raggiungere addirittura i 144 Hz.

Sempre nell’ambito della fluidità dell’immagine, è importante sapere anche che questo monitor offre un tempo di risposta di 4 millisecondi. Al contrario di quello che molti pensano, il tempo di risposta non corrisponde all’intervallo fra quando “premiamo un bottone” e quando accade qualcosa sullo schermo. Il tempo di risposta riguarda i pixel dello schermo, e consiste nella velocità con cui passano da nero a bianco, o da una scala di grigi a un’altra. Per visualizzare applicazioni da ufficio o i social network un tempo di 16 millisecondi è onesto. Nei videogiochi non è accettabile, perché nelle sequenze molto veloci si creano artefatti visivi. Anche qui, più è basso il tempo di risposta, meglio è, e 4 ms è un tempo più che ottimo, anche se non costituisce un record.

Il monitor Asus inoltre è costruito con la tecnologia HDR, acronimo di High Dynamic Range. In parole povere, significa che visualizza una gamma più ricca di colori, bianchi più luminosi e neri più profondi rispetto ai comuni monitor SDR (Standard Dynamic Range). Per esempio, se guardate una fotografia vedrete maggiori dettagli nelle zone scure (che non appariranno come una macchia nera), bianchi meno “sparati” e colori più realistici. Attenzione: per abilitare l’HDR è indispensabile installare l’ultimo aggiornamento di Windows 10. Guardate l’immagine qui sotto per farvi un’idea precisa.

Restiamo nell’ambito della fedeltà cromatica con un’altra tecnologia implementata sul monitor Asus, il Quantum dot. Permette in buona sostanza di offrire una fedeltà cromatica senza paragoni, rispecchiando quanto più possibile i colori reali. Tecnicamente parlando, per raggiungere questo risultato Quantum dot sfrutta nanoparticelle, ossia minuscoli cristalli, che correggono la dominante blu e permettono di ottenere una luce bianca pura.

La maggior parte degli appassionati di giochi apprezzerà poi il supporto Nvidia G-SYNC. Fondamentale, perché per sfruttare il potenziale di questo monitor bisogna per forza avere installata nel computer una scheda grafica Nvidia di alto livello, come un modello GeForce GTX 1080 Ti con driver aggiornati.

La luminosità è un altro elemento importante in uno schermo, e qui il monitor Asus semplifica la vita agli utenti grazie alla presenza di un sensore di luce integrato che regola automaticamente questo parametro in base alle condizioni di luce dell’ambiente. Per intenderci, è la stessa cosa che fa al maggior parte degli smartphone moderni se non s’interviene manualmente sulle impostazioni di fabbrica. Per la cronaca, il valore massimo a cui arriva l’Asus ROG Swift PG27UQ è di 1.000 candele. Non è un valore record, ma pochissimi modelli arrivano a tanto, e di solito sono prodotti professionali molto costosi.

L’ultimo dettaglio di cui vi parliamo è il design. Guardando le immagini avrete già capito che l’Asus ROG Swift PG27UQ ha linee essenziali com’è di moda al momento, con cornici molto sottili e un piedistallo tripode stilizzato e funzionale alla stabilità del monitor. Frontalmente è un prodotto elegante, guardandolo dal retro emerge l’anima gaming più aggressiva. Seminascosti ci sono i connettori: l’apprezzato connettore DisplayPort 1.4, che si può usare in alternativa al più popolare HDMI 2.0, e le prese USB. Tutte le impostazioni si controllano tramite un menu che appare sullo schermo selezionando gli appositi comandi sulla cornice in basso, come accade con la maggior parte dei monitor.

In apertura vi abbiamo anticipato che l’Asus ROG Swift PG27UQ vale ogni centesimo di quello che costa, anche se il prezzo è molto alto in confronto al costo medio di un monitor. Il motivo è che nei nostri test si è dimostrato il monitor migliore che abbiamo visto finora, non pone limiti alla qualità delle immagini con qualsiasi applicazione, dai video via Internet ai giochi, passando per la riproduzione di film in Blu-ray.

La vera domanda è: ne avete davvero bisogno? Se siete giocatori incalliti probabilmente risponderete di sì. Altrimenti potete adocchiare prodotti con parametri meno esosi, che si trovano certamente a prezzi più popolari.

Commenti - Non perdere ogni mattina gli editoriali e i commenti delle firme Fatto Quotidiano.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sbloccata la doppia SIM sui nuovi iPhone. È ora che i gestori telefonici italiani si diano una mossa e ce la facciano usare

next
Articolo Successivo

Huawei Wi-Fi Q2 costa poco e risolve con semplicità i problemi di connessione domestica

next