L’Alta Velocità Torino-Lione spacca la Cgil: i vertici nazionali condannano la decisione di bloccare i lavori annunciata dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, ma negli stessi minuti il congresso locale convocato a Torino approva un ordine del giorno contro la Tav.

“La decisione del consiglio comunale di Torino e del governo di bloccare i lavori della tav Torino-Lione è assolutamente sbagliata”, ha detto il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Colla. Si tratta di una decisione “che renderà più debole e meno competitivo il sistema produttivo delle regioni interessate e annullerà un’opera infrastrutturale strategica per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese”, ha proseguito il dirigente Cgil che non risparmia la sua critica all’operato del governo.

“Con questo modo superficiale d’agire – ha detto ancora Colla – ripropone sconsideratamente la stagione delle opere incompiute e dello spreco delle risorse pubbliche. Cosi facendo, si assume la responsabilità di ricacciare nella disoccupazione migliaia di lavoratori del settore delle costruzioni e dell’indotto e di far ripiombare in uno stato di crisi l’intero comparto produttivo, che dopo dieci anni era tornato a crescere”.

Addirittura, assicura il Segretario confederale, “così come sostenuto nelle proposte della piattaforma unitaria del 22 di ottobre per il completamento delle opere infrastrutturali già iniziate, la Cgil, insieme alle altre confederazioni sindacali Cisl e Uil, si attiverà in tutte le sedi politiche e istituzionali utili. Le confederazioni promuoveranno le opportune iniziative di lotta – afferma ancora Colla – per contrastare questa vera e propria deriva volta all’annullamento e all’impoverimento del Paese, affinché i cantieri vengano aperti e le opere vengano realizzate“.

Di avviso diametralmente opposto la Cgil di Torino, che ha approvato durante il congresso che si conclude oggi un ordine del giorno contro la Tav. La mozione è passata con 163 voti a favore, 47 contrari e 22 astensioni. La divisione torinese del sindacato cointesta l’idea che il contrasto al declino di Torino possa avvenire attraverso le grandi opere e conferma il giudizio negativo sulla tratta dell’Alta Velocità Torino-Lione già espresso in questi anni.

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