L’analisi costi-benefici sulla Tav, annuncia il premier Giuseppe Conte, è in arrivo. E auspica in una “sintesi” che però ancora non si intravede all’interno della maggioranza. Da una parte c’è il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che spinge verso il No e spiega: “Ci metteremo d’accordo con la Francia per non fare la Tav”. Dall’altra parte la Lega risponde per bocca di Riccardo Molinari: “Noi vogliamo rispettare il contratto perché capiamo che il M5s ha un sensibilità diversa dalla nostra. Ma per quanto ci riguarda, riteniamo che sia anche questa una infrastruttura strategica fondamentale e che vada realizzata“. Nel mezzo, il governatore regionale Sergio Chiamparino, favorevole all’Alta velocità, che chiede un tavolo con l’esecutivo e annuncia che in caso di mancate risposte proverà a indire una consultazione popolare. Mentre il commissario governativo Paolo Foietta, da mesi in contrasto con il ministero delle Infrastrutture, sottolinea che l’odg del consiglio comunale di Torino “è solo un atto politico, non ha nessun effetto sul percorso autorizzativo che è già concluso”. Spiegando che si tratta di un documento “legittimo”, Foietta sottolinea che “lo stesso valore di una mozione sulla pace in Palestina o sui migranti in Messico” ma “nessuna efficacia”.

Toninelli: “Stop non costa 2 miliardi” Foietta: “Straparla” – E il giorno dopo l’approvazione è l’esponente di governo del M5s più coinvolto nella decisione sull’Alta velocità Torino-Lione torna sull’argomento: “Mi risulta che Macron l’abbia esclusa dalle priorità infrastrutturali proprio dopo aver valutato costi e benefici. E non ha stanziato risorse per finanziare il percorso dalla galleria a Lione”, dice Toninelli contestando anche la tesi del commissario di governoFoietta, secondo cui il blocco dell’opera costerebbe all’Italia oltre 2 miliardi di risarcimento danni. “Tutto sbagliato. Dalle prime avvisaglie direi che non è assolutamente una cifra che sta in piedi”. Immediata la risposta di Foietta: “Il ministro Toninelli straparla quando dice che Macron ha escluso la Tav dalle priorità. Per la Francia l’opera è in corso e non c’è nulla da valutare. L’unica discussione riguarda il finanziamento delle tratte d’accesso, all’esame del Parlamento nella legge Mobilitès – spiega all’Ansa – In Francia l’unica discussione è su quello, come finanziare le tratte d’accesso da Lione alla tratta transnazionale da Bussoleno a St Jean de Maurienne”. La Lega, che lunedì ha bollato come “ideologica” l’approvazione dell’odg con il capogruppo Fabrizio Ricca, ricorda che “per la Tav nel contratto di governo è previsto che si rifletta sull’analisi costi-benefici di questa grande opera“, come sottolinea il capogruppo alla Camera Molinari. 

“Nel contratto impegno a rivederla. Faremo sintesi” – Il premier Conte da Nuova Delhi prova a mediare: “Sulla Tav stiamo ultimando l’analisi dei costi-benefici, è in dirittura di arrivo. Nel contratto, l’esecutivo si impegna a rivedere quest’opera. Stiamo cercando di curare tutti i dettagli, tra un po’ ci sarà una sintesi. È lo stesso metodo usato per la Tap“, afferma. Pur sottolineando come ciò non voglia dire “necessariamente che la decisione sia la stessa” del gasdotto, la parola “sintesi” – tenendo conto delle posizioni più volte espresse dal partner di governo – lascia intravedere la necessità di un confronto. Toninelli, in attesa delle risposte dei tecnici, sottolinea come “sulla Tav si dovevano fare soltanto gallerie esplorative per la ricerca geognostica in modo da valutare i materiali necessari all’opera” e “invece hanno fatto un buco grande quanto il tunnel“. Ma “in ogni caso la geognostica è costata all’Italia soltanto 617 milioni. Il rimborso di due miliardi? Lo vedremo”, dice il ministro.

La Lega: “Progetto non va messo in discussione” – Molinari aggiunge: “Attendiamo anche le scelte della Francia: i francesi stanno prendendo tempo per ragionare come realizzarla. Va bene prendere tempo per analizzare i costi-benefici ma il progetto finale per quanto ci riguarda non deve esser messo in discussione“. Il capogruppo leghista esclude anche uno “scambio” tra Tap e Tav. “Il via libera al Tap sta nelle cose, perché da questa opera dipende l’autonomia energetica dell’Italia. Anche il premier Conte lo aveva detto: l’opera è strategica al di là delle penali“. Lunedì, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti aveva ribadito che “le opere vanno fatte tutte” e Ricca, in consiglio comunale, era stato chiaro: “La Lega è sempre stata e continua ad essere a favore dell’opera perché il Piemonte non può permettersi di restare isolato commercialmente”.

Chiamparino: “Tavolo o referendum” – Una terza via viene aperta dal governatore Chiamparino: “Dico sì alla Tav, senza se e senza ma e propongo l’istituzione di un tavolo col governo per discutere della tratta nazionale. Se Governo risponde positivamente e accetta il tavolo di confronto, bene, altrimenti chiederò al Consiglio di trovare una modalità per chiedere al Piemonte una consultazione popolare“. Poi si rivolge al vicepremier leghista: “A Salvini dico che non esistono grandi opere di serie A e di serie B. Sono d’accordo quando dice sì alla Pedemontana lombarda e veneta, e al Terzo Valico, ma se quando arriva alla Tav dice vedremo allora non va bene. La maggioranza salviniana esca da questa ambiguità”. Sulla Torino-Lione è ora di dire “basta all’ambiguità voluta di questo governo, condita da una pantomima insopportabile“, ha aggiunto. “Il governo abbia il coraggio di dire che non la vuole fare o, come mi auguro, che il tunnel di base si deve fare perché è quello che fanno tutti i Paesi moderni – ha concluso il governatore – Io dico sì Tav, senza se e senza ma, perché quel tunnel è ciò che ci lega all’Europa”.

Api: “Situazione assurda” – Parole di fatto condivise dall’Associazione piccole e medie imprese torinesi che ha avviato la campagna “Adesso Basta” per “protestare sulla situazione in cui si trova il territorio e il Paese dal punto di vista economico e sociale e per sensibilizzare Istituzioni, sistema della politica, enti locali e nazionali, decisori pubblici”. Il presidente Corrado Alberto parla di una “situazione insostenibile, paradossale, assurda, pericolosa“. L’approvazione dell’odg contro la Tav, secondo il numero uno di Api Torino, “non è che l’ultimo grave esempio di quello che sta accadendo”. Anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, spera che “per la Tav, come per il Tap in Puglia, il presidente Conte si assuma la responsabilità di farla”. Da Ivrea, per l’assemblea degli industriali del Canavese, Boccia sostiene che “il problema non sono le penali, ma quanto ci costa e quanto perdiamo in futuro rispetto agli altri. La penale del presente è solo una dimensione del problema. Il tema è qual è la dimensione di futuro e quale l’impatto sull’economia reale“.

Appendino: “Conoscere impatto è buon senso” – “Prima di qualsiasi precetto ideologico e di qualsiasi strumentalizzazione politica, si parta dai dati. Per la Torino-Lione attendiamo di conoscere i dettagli dell’analisi costi-benefici in fase definizione da parte del governo. Questo è ciò che è stato votato ieri dal Consiglio Comunale di Torino”, spiega la sindaca Chiara Appendino, contattata telefonicamente dall’Ansa a Dubai, dove si trova per una missione istituzionale. “Sapere quale sarà l’eventuale impatto dell’opera sul Paese è una richiesta di buon senso”, ha aggiunto. Più vicina alle posizioni del M5s, invece, la Fiom Torino: “Siamo sempre stati contrari alla Tav, e lo saremo sempre, perché non è utile alla collettività. Lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo oggi – dice Edi Lazzi, neosegretario generale – Non c’è bisogno della Tav per il traffico merci né per i passeggeri. Non serve a nulla. Basta grandi opere che sfasciano il territorio e non servono alla maggioranza delle persone. Bisogna avere un’idea di sviluppo che permetta di avere risorse per fare investimenti per il territorio, per la mobilità urbana e regionale”.

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