L’onda lunga nazionale raggiunge anche l’estremo lembo settentrionale dell’Italia: la prima parte del progetto di egemonia nel Nord-Est da parte della Lega è compiuto. Le elezioni provinciali a Bolzano (in attesa dello scrutinio in Trentino) costituiscono una vera rivoluzione, che registra un calo della Südtiroler Volkspartei, il successo senza precedenti del Team Köllensperger (fuoriuscito di M5S), un balzo formidabile della Lega che cannibalizza gli altri partiti nazionali: il Pd perde metà dei consensi, M5s rimane fermo al 2,4% e Forza Italia viene annichilita. Se i Cinquestelle non crescono, sono in calo netto sia le destre tedesche che i Verdi. Il risultato clamoroso è che Svp per formare un governo provinciale dovrà allearsi o con Paul Köllensperger o (più probabile) con la Lega, rinnegando gli antichi accordi con il Pd.

È l’attribuzione dei seggi a mostrare infatti il vero volto del terremoto. Su un totale di 35, Svp ne prende 15, ben lontana dalla maggioranza assoluta per governare da sola. Dove troverà i voti mancanti per rieleggere il governatore Arno Kompatscher (a Bolzano non c’è l’elezione diretta) e formare una giunta? Matteo Salvini è pronto a farsi avanti, con una dote di 4 suoi rappresentanti in consiglio provinciale (primo degli eletti Massimo Bessone). Sono esattamente i seggi che servono alla Svp che dovrà affrontare un impegnativo dibattito interno per decidere chi far salire sul proprio carro. La rivelazione Köllensperger occuperà infatti 6 seggi, i Verdi ne avranno 3, mentre 2 ciascuno saranno i rappresentanti di Freiheitlichen e Sud-Tiroler Freiheit. Un seggio solo per L’Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia uniti, Partito Democratico (finirà a Sandro Repetto, ex Forza Italia e poi renziano) e Cinquestelle (Diego Nicolini).

I risultati definitivi – La Svp, che da sempre è il partito maggioritario, si è assestata al 41,9 % e 119 mila voti, mentre era al 45,7% cinque anni fa (12mila voti in più). Il vero boom è del movimento di Köllensperger, che dopo aver lasciato i Cinquestelle ha intercettato una buona fetta dell’elettorato, soprattutto tedesco: addirittura il 15,2%. Il beneficio del vento del Nord premia la Lega che aveva scelto di correre da sola, senza alleanze con il centrodestra (assieme, nel 2013, arrivarono al 2,5 %), candidandosi ad entrare nel governo provinciale. E’ stata premiata con l’11,1 %, che la pone al terzo posto e che così cannibalizza i voti del centrodestra, visto che Forza Italia è al terzultimo posto con l’1 %, battuta perfino dai Fratelli d’Italia che segnano l’1,7 %. A Bolzano città la Lega è il primo partito con il 27,8 % dei consensi. E nella notte il vicepremier Salvini ha commentato: “I voti veri, i cittadini veri, gli Italiani, non ascoltano professoroni, giornaloni, criticoni e burocrati europei, ma chiedono alla Lega di andare avanti con ancora più forza”.

Per il Pd una autentica dèbacle, visto che dal 6,7 % di cinque anni fa è sceso al 3,8 % e a Bolzano città precipita dal 22,2 % al 12,2 %. E siccome l’elezione del secondo consigliere provinciale non è avvenuta con i resti, la presenza di un solo eletto impedisce di pensare ad alleanze di governo. La destra tedesca è crollata. I Freiheitlichen hanno ottenuto il 6,2 %, praticamente un terzo rispetto al 17,9% fatto registrare cinque anni fa, quando ottennero sei seggi. In discesa anche i Sud-Tiroler Freiheit, passati dal 7,2% al 6,0%. I voti tedeschi persi riflettono il calo di affluenza delle valli, ma anche un travaso verso il Team Köllensperger e la Lega di Salvini. Flessione negativa per i Verdi che perdono quasi il 2 %, passando dall’8,7% del 2013 al 6,8 % odierno. Il Movimento 5 Stelle è stabile al 2,4 % (aveva il 2,5 %), risultato modesto vista l’esperienza in corso di governo nazionale, ma spiegato dal boom di Köllensperger.

Il governatore uscente Kompatscher ha 68mila preferenze, ma quasi 11 mila in meno del 2013. In evidenza, al secondo posto, l’Obmann Svp, Philipp Achammer, che con 33 mila voti, ne ottiene quasi 20mila in più rispetto a cinque anni fa. A Bolzano, dove le urne si sono chiuse domenica alle 21, l’affluenza è stata in calo di 4 punti e si è assestata sul 73,9 %, contro il 77,7 per cento di cinque anni fa. Ma siccome a disertare è stata soprattutto la gente delle vallate, se ne deduce che il gruppo italiano ha votato di più, mentre la disaffezione è soprattutto di tedeschi e ladini.