È che con lo spread a 300 i ricchi hanno paura.
È che con lo spread a 300 i poveri se ne fregano.
È che con lo spread a 300 a ottobre ci sono 23 gradi.
È che con lo spread a 300 si sbrogliano le matasse del caso Cucchi.
È che con lo spread a 300 i bronzi di Riace non se li caga più nessuno.
È che con lo spread a 300 l’algoritmo di Facebook ti fa comunicare con i soliti 20.
È che con lo spread a 300 ci si sveglia la mattina presto per andare a correre.
È che con lo spread a 300 ci si guarda allo specchio e ci si trova invecchiati.
È che con lo spread a 300 i centri commerciali sono pieni e la gente deve consumare di più, che così non basta.
È che con lo spread a 300 forse rifaranno il referendum della Brexit fino a che gli inglesi diranno che non vogliono la Brexit, a oltranza.
È che con lo spread a 300 il Natale è sempre più vicino.
È che con lo spread a 300 che la squadra “under donne” di X-Factor è potentissima.
È che con lo spread a 300 la Juve vince lo scudetto.
È che con lo spread a 300 la gente perde la gioia di vivere.
È che con lo spread a 300 la gente vuole dimagrire.
È che con lo spread a 300 che in Montagnola si è scoperto che ci sono gli spacciatori.
É che con lo spread a 300 che un posto auto in Via Santo Stefano costa 80.000 euro.
È che con lo spread a 300 che Milano è sempre peggio.
È che con lo spread a 300 che la sinistra sta coi ricchi, coi banchieri e con chi mangia solo bio.
È che con lo spread a 300 che c’è ancora Berlusconi che impone il modello della gioventù protratta facendo apparire più vecchi di quello che sono i vecchi che fanno i giovani.
È che con lo spread a 300 che i leghisti piacciono ai meridionali con le Hogan.
È che con lo spread a 300 che i meridionali con le Hogan applaudono Di Maio che è un meridionale con le Hogan.
È che con lo spread a 300 non succede un cazzo.
Fateci caso.

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