Pixel 3 XL è il nuovo smartphone Android di Google. In Italia parte da 999 euro per la versione da 64 Gigabyte di memoria, che diventano 1.099 euro per quella da 128 Gigabyte. È un prezzo alto, ma che ormai caratterizza un po’ tutti i dispositivi che si scontrano in questa fascia. I suoi principali concorrenti sono infatti iPhone XS Max e Galaxy Note 9, in attesa che Huawei alzi il sipario sull’attesissimo Mate 20 Pro.

Siamo dunque di fronte a un prodotto con dimensioni generose. Ha infatti uno schermo da 6,3 pollici (Note 9 ne ha uno da 6,4, XS Max si spinge a 6,5), ideale per godersi una serie TV su Netflix ma che, allo stesso tempo, lo rende poco maneggevole. Pixel 3 XL ha comunque tanto alto da offrire: un comparto fotografico da primo della classe, prestazioni di alto livello e un’autonomia più che convincente.

Sulla carta, a livello tecnico, ha qualcosina in meno rispetto ai diretti rivali. La RAM si ferma a 4 Gigabyte (Galaxy Note 9 arriva a 6 Gigabyte), sul retro c’è una sola fotocamera (P20 Pro di Huawei ne a tre, Samsung si è spinta addirittura a quattro con il Galaxy A9), la batteria da 3.430 mAh (milliampereora) non è tra le più capienti tra i top di gamma. A fare la differenza però è la parte software, con Google che è riuscita a realizzare uno smartphone che, nel complesso, offre un’esperienza utente per certi versi sorprendente.

Design e display, due facce della stessa medaglia

L’aspetto estetico del Pixel 3 XL ha fatto discutere fin dalla comparsa online delle primissime immagini. Google ha scelto di adeguarsi al mercato puntando sul notch (la “tacca” superiore) e in questo smartphone è particolarmente pronunciato. Le cornici sono ridotte ma comunque presenti, mentre il bordo inferiore è nettamente più largo dovendo ospitare l’altoparlante.

Ne è scaturita una parte frontale che certamente non fa gridare al miracolo in termini di design. Questione di gusti personali, ma l’ergonomia è buona. Il dispositivo si tiene bene, non risulta particolarmente scivoloso e non presenta il fenomeno dei tocchi involontari sullo schermo (molto diffuso nei prodotti con cornici più ridotte, vedi il Sony Xperia XZ3).

La parte posteriore ha una doppia finitura: liscia e specchiata dov’è collocata la fotocamera, satinata e opaca più in basso. Al tatto la sensazione è davvero piacevole, trattiene pochissimo le impronte e non manca la certificazione IP68 per la resistenza a liquidi e polvere. Considerando la diagonale dello schermo da 6,3 pollici, è difficile da utilizzare con una sola mano, ma i pulsanti fisici (volume e accensione) sono perfettamente raggiungibili, così come il sensore biometrico (impronte digitali) posizionato sul retro, sempre veloce e preciso.

Pesa 184 grammi, tutto sommato poco rispetto al Galaxy Note 9 (201 grammi) e all’iPhone XS Max (208 grammi). Lo schermo è realizzato con tecnologia P-OLED (Plastic OLED, già vista su dispositivi come LG V30), ha una risoluzione pari a 2.960 x 1.440 pixel e il supporto HDR (per visionare i video su Netflix alla massima qualità). Si vede perfettamente all’aperto e da qualsiasi angolazione, ha un ottimo contrasto e una luminosità molto elevata.

Il display può inoltre contare sulla modalità always-on. Anche con lo smartphone in standby (con schermo spento), si possono sempre visualizzare varie informazioni come l’orario, la data, il meteo, la percentuale della batteria e le notifiche ricevute. Una funzionalità decisamente più utile dei semplici LED di notifica. E poi l’esperienza visiva è esaltata dal comparto audio. L’altoparlante inferiore lavora in abbinamento alla capsula auricolare (il componente che si utilizza solitamente per le telefonate) per offrire un effetto stereo tra i migliori del mercato: volume elevato, buona qualità, poca distorsione anche a livelli elevati.

La migliore esperienza con Android

Con i Pixel si verifica la stessa situazione che si ha con gli iPhone: l’azienda che progetta lo smartphone è anche la stessa che ha realizzato il sistema operativo. Questo crea tutta una serie di vantaggi, a cominciare dalla perfetta ottimizzazione del software con la parte hardware. Tutto risulta fluido e veloce, anche quando mettiamo sotto torchio il dispositivo, magari con i videogiochi. C’è ovviamente Android 9, la più recente versione della creatura di Google, con tutta una serie di novità.

Per navigare nell’interfaccia si utilizzano adesso i gesti. Un movimento dal basso verso alto consente di chiudere le applicazioni o di far comparire la lista di tutte quelle installate, mentre il pulsante per tornare alla schermata principale è rimasto in basso. Occorre abituarsi, ma bastano poche ore. Tra le nuove funzionalità, da segnalare quella chiamata “Benessere digitale”: consente di controllare quanto tempo passiamo davanti al display dello smartphone e in che modo, con la possibilità anche di impostare dei limiti.

C’è il processore Snapdragon 845, già visto su tanti smartphone di fascia alta (Xperia XZ3, LG G7, OnePlus 6, solo per citarne alcuni), in questo caso accoppiato a 4 Gigabyte di RAM e a 64 Gigabyte di memoria (non si può espandere tramite le solite schedine). Google ha giocato sul sicuro, si tratta di componenti hardware estremamente collaudati e si dispone dunque di tutta la potenza necessaria per gestire qualsiasi operazione.

Non c’è il jack audio, per cui Google inserisce nella confezione di vendita i Pixel EarBuds, ovvero la versione con filo (si agganciano alla porta da cui si ricarica lo smartphone) dei propri auricolari smart. Rappresentano senza dubbio un punto a favore rispetto ai diretti concorrenti, perché offrono una buona qualità audio e, attraverso il pulsantino del telecomando, possono dialogare con Assistant (l’assistente vocale del gigante californiano).

È dunque possibile farsi leggere le notifiche, le previsioni del tempo, oppure ricevere una risposta a una qualsiasi domanda, tutto attraverso l’assistente vocale. Inoltre, sfruttando Google Translate (il servizio gratuito di traduzione), gli EarBuds consentono di tradurre le conversazioni in tempo reale: vi basterà tenere premuto il pulsantino del telecomando, lui ascolterà il vostro interlocutore e tradurrà simultaneamente. Davvero ben fatto.

La batteria da 3.430 mAh garantisce un’ottima autonomia. Con un utilizzo intenso (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail sincronizzati, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, circa 1 ora di telefonate, più di 1 ora di gaming), abbiamo coperto ben 23 ore a fronte di 3 ore di schermo acceso. Tutto questo con la funzionalità always-on del display perennemente attiva.

C’è il supporto alla ricarica rapida (caricabatterie incluso in confezione) e a quella wireless. Per quest’ultima, Google ha creato un accessorio ad hoc chiamato Pixel Stand, che viene venduto separatamente a 79 euro. Si tratta di una vera e propria basetta sulla quale basta posizionare lo smartphone per farlo ricaricare (utilizza il metodo dell’induzione) e, allo stesso, avere accesso a una serie di funzionalità: si può utilizzare Assistant, è possibile inserire delle sveglie con il display del Pixel 3 XL che si accende progressivamente simulando l’alba, è possibile impostare l’attivazione automatica della modalità silenziosa.

E poi, la ricarica è rapida anche attraverso la basetta wireless. Insomma, nonostante la batteria da 3.430 mAh non sia tra le più capienti nell’ambito dei top di gamma (Galaxy Note 9 ha 4.000 mAh, P20 Pro 4.000 mAh), il Pixel 3 XL ha un’autonomia convincente.

Fotocamera, non guardate la scheda tecnica

In ambito fotografico, Google ha proseguito dritta per la propria strada. Mentre le altre aziende fanno a gara per inserire quanti più sensori possibili, il gigante californiano ha realizzato uno smartphone con un’unica fotocamera posteriore, che però fa delle ottime fotografie in qualsiasi condizione.

La fotocamera da 12.2 Megapixel, grazie agli algoritmi (la parte software che elabora i dati ricevuti dal sensore) messi a punto da Google, riesce a dare il meglio di sé anche in notturna, ambito in cui solitamente gli smartphone soffrono. Il doppio flash LED aiuta inoltre a illuminare il soggetto in maniera omogenea, senza che si verifichi una perdita di dettaglio.

Detto questo, non ci sono dubbi sul fatto che un hardware più “ricco” avrebbe potuto aiutare in determinate circostanze. Ve lo abbiamo spiegato nel nostro articolo dedicato alle fotocamere degli smartphone: avere, ad esempio, a disposizione un secondo sensore con teleobiettivo consente di poter utilizzare un zoom ottico, che ovviamente ha una resa migliore rispetto a quello digitale del Pixel 3 XL. Parliamo comunque di dettagli, dei quali non abbiamo sentito la mancanza.

Discorso differente per i video. In diurna, Pixel 3 XL è in grado di registrare filmati eccezionali (si arriva fino ai 4K a 30 frame-per-secondo). In notturna invece c’è una netta perdita di dettagli. Non è escluso che Google possa intervenire via software, anche perché si tratta pur sempre di un dispositivo che arriverà sul mercato a partire dal 2 novembre.

Sulla parte anteriore invece l’azienda ha scelto la strada del doppio sensore. Ci sono infatti due fotocamere da 8 Megapixel. L’effetto bokeh (sfondo sfocato) è tra i migliori che abbiamo testato, la funzionalità che utilizza lo schermo come fosse un flash è convincente e in generale i selfie non deludono.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

999 euro sono tanti, troppi, anche perché si arriva a 1.099 euro per la versione da 128 Gigabyte (prenotazioni attraverso il negozio online di Google, sul mercato a partire dal 2 novembre), ma è un discorso ormai valido per qualsiasi dispositivo su questa fascia. Ciò che bisogna comprendere però del Pixel 3 XL è la necessità di andare oltre la scheda tecnica. Ci sono smartphone concorrenti che, sulla carta, offrono di più, ma l’esperienza utente della creatura Google vi stupirà.

Questo segmento di mercato offre ormai tanti dispositivi validissimi: dal Galaxy Note 9 ad iPhone XS Max, senza dimenticare l’attesissimo Mate 20 Pro di Huawei, solo per citarne alcuni. A fare la differenza sono i dettagli, e in questo Pixel 3 XL sono decisamente curati. Nel caso foste alla ricerca di uno smartphone con display grande, prestazioni e fotocamera al top e una buona autonomia, può essere il prodotto giusto da scegliere, a patto di non avere limiti di budget.

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