Vietato parlare male dell’Oktoberfest a un bavarese. Sarebbe come insultare la madre. Per chi come me non c’era mai stato è un po’ una Piedigrotta (senza i fuochi d’artificio), una sagra della porchetta una luna park scintillante, la radiografia cafonal di un paese che aspetta due settimane di sollazzi e bevute per calare freni inibitori e lasciarsi andare. Si scolano boccali di birra da un litro come fosse acqua fresca. Travestiti da pastorelli tirolesi, braghe al ginocchio con pettorina in corna di cervo, calzettoni di lana con pon pon dondolante e in testa cappello loden piumato. Io, per non essere da meno, mi vesto da Heidi, mi infilo un dirndl, corpetto strizzatutto, mi infiocco un grembiule, assomiglio più a una cameriera bavarese e varco la soglia della tenda di Kafer, il ristorante stellato di Monaco. Ma il menù della serata, anatra croccante, salsicce e stinco di maiale, non è proprio all’altezza. Sogno di essere vegetariana. Intanto non è una tenda ma una rustica costruzione in legno, il, si fa per dire, esclusivo invito era per me e per altri 999 invitati. Lista all’ingresso, mi pinzano un braccialetto identificativo e un addetto al servizio di sicurezza mi intima a non cederlo ad altri, altrimenti mi sbattono fuori. Nel superprivè è vietato l’accesso, riservato solo alle autorità, politici locali e vips, a me sconosciuti. Un’orchestra dal vivo strimpella  su una pedana in plexiglass sospesa in aria, mentre sulla pedana, fra strusciamenti e palpeggiamenti, è tutto una bamba, un trenino e un coro stonato di oh oh oh…
Quella che è nata come festa popolare per celebrare il 12 ottobre del 1812 le nozze del principe Ludwig (nonno del famoso Ludwig II che ha fatto costruire i castelli favolosi della Baviera) ha oggi le sue gerarchie indiscusse. Ma solo dando i numeri si possono intuire le dimensioni dell’evento di portata mondiale per partecipazione, consumi e volume d’affari. 7.200.000 presenze spalmate per due settimane su una superficie di 103,78 ettari. Serviti 240.225 wurstel. Si bevono approssimativamente 6.900.000 litri di birra alla spina. E si corre molto al gabinetto: circa 980 sedute di wc, ai quali aggiungere 878 metri di orinatoi.
Nella lista oggetti smarriti c’è di tutto: cellulari, carte d’identità, portafogli, ombrelli, bastoni e qualche vibratore… (riuscite a immaginare chi in questa offerta di scambio merce umana invece “provvede” da sola). Tranquilli, le pile erano scariche.
Se la tenda è una sorta di comfort zone fuori è tutto un Topoggan, un Looping, un Topspin, una Power Tower, un Flip Fly, un muro della morte, un ottovolante, montagne russe e ruote scintillanti che girano. Per i nostalgici del passato c’è il Ketten Karussell (il nostrano calcinculo), la Krinoline, una giostra d’antan con orchestrina di strumenti a fiato e, sentite questa, mini performance da circo delle pulci. Il Frisbee, invece, è un disco largo una ventina di metri che oscilla come un pendolo, arrivando a una massima angolazione di 180 gradi. Decisamente poco adatta per i deboli di stomaco. 
Fatto l’ultimo brindisi, si va ai seggi. Achtung. La Baviera è un feudo storico della Csu (partito gemello della Cdu di Angela Merkel), oggi in caduta libera. Dal 48% del consenso nel 2013 (si vota ogni cinque anni) è sceso al 33%. Il suo leader e premier Markus Soeder lo chiamano il Trump in salsa bavarese per le sue odiose idee anti/immigrati e piace sempre meno. I Verdi avanzano e la Merkel ha poco da brindare. La Comunità Europea sta con il fiato sospeso. E noi lo spread ce lo teniamo stretto.