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Caterina Balivo e Emma Dante. Mike Tyson ed io. Carezze e cazzotti. Potevo essere il primo me/too della storia mediatica

Un'intervista Rai riesumata da Caterina Balivo riaccende i ricordi: le avances esplicite di Mike Tyson e una storia mai raccontata fino in fondo
Caterina Balivo e Emma Dante. Mike Tyson ed io. Carezze e cazzotti. Potevo essere il primo me/too della storia mediatica
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Una giornata particolare a Roma. Pupi siciliani e folklore, sangue e nero dell’anima. Gioachino Rossini, il nostro Mozart un secolo dopo, ha scritto “Tancredi”, una Fabia dell’amore e della morte, quando aveva 21 anni. E non è stato neanche il suo primo capolavoro. Insieme al librettista ha scelto due finali per il melodramma eroico in due atti, uno a lieto fine e l’ altro tragico. Emma Dante, regista visionaria acclamatissima dalle platee internazionali, tra i tanti palpiti e tante pene, tra vivi lampi all’ombra di un Etna infuocato, ha scelto quello più dark, del crudele destino che vince sull’amore, l’ultimo sospiro di Tancredi, l’eroe esiliato, è tra le braccia della sua Amenaide. La regia di Emma Dante, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale 2026, é sempre una certezza. L’Ouverture é strepitosa, mimi e ballerini, in uniforme di soldati, scudieri e cavalieri, si muovono a scatti, appesi a una pioggia di fili, come tanti burattini sul proscenio di tanti sipari fatti di cartonage di un teatrino ottocentescoi. Come pure la danza dei mantelli è spettacolare. La scenografia è firmata da Carmine Maringola, con Emma formano una consolidata coppia di fatto e di palcoscenico. Con il giovane e talentuoso direttore d’orchestra Michele Mariotti (che sarebbe tanto piaciuto a Rossini) formano un trio fatto di puro istinto e follia poetica.

E’ La Volta Buona. Quanto avrei voluto che la narrazione della mia storia “infinita” con Mike Tyson avesse avuto doppio epilogo. Uno con l’happy end. Invece… Sono invitata da Caterina Balivo che conduce la diretta del talk “La Volta Buona” su Rai Uno con profonda leggerezza tra costume e attualità. Tra gli ospiti l’avvocato matrimonialista Livia Fredella per commentare l’ultima sentenza della Cassazione sulla cessazione del diritto dell’assegno di mantenimento alla moglie se è provata e documentata con fotografie la relazione extraconiugale della moglie. La parola passa a me su matrimoni, tradimenti e questi disastri. Ho dati freschi Istat: matrimoni in calo del 6%. In Italia si sono celebrati nel 2025 184mila. Per darvi un’idea nel 1963, in pieno boom economico, erano 420mila. Il matrimonio oggi è più un affaire da ricchi e stra/ricchi, che se lo fanno con una tre giorni di feste e fasti. Aumentano invece le convivenze. Intanto Caterina mi ha preparato una sorpresa, ha rispolverato dagli archivi Rai, una giurassica intervista di Giovanni Minoli su Mixer sul mio incontro (non sul ring) con Mike Tyson, allora campionissimo dei pesi massimi, quando mi offrì il suo letto e il suo kimono in seta con un dragone stampato sul retro, ci provò, eccome, ma la mia resilienza fu epica…

Seguirono altri incontri, me lo trovavo sotto casa, sotto l’ ufficio con limousine stretch. A quei tempi facevo uno stage al Corriere della Sera e le mie prime interviste furono Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Truman Capote, Tyson era di un livello assai inferiore. L’intervista a Maradona in fuga in Argentina venne molto dopo… Il vivace pour parlar con Nicole Minetti, allora consigliera della Regione Lombardia, che sfilava in audace trikini per un brand di moda, fu pubblicato proprio su questo giornale il 24 settembre 2012. Minoli ammicca e mi fa: “Un incontro che poteva finir male…”. Mi rivedo e penso a fette di vita smarrite. A quanta paura ho avuto ma me lo sono ingoiata dentro. Un braccio di Tyson grosso quanto una mia gamba, quel collo che anche senza la tensione di un match sembrava un baobab animato. Le sue avances furono molto, molto esplicite (oggi si chiamerebbero molestie). E come bollettino metereologico arriva puntuale la domanda: ci sei stata? Com’era? Rispondo: potevo essere il primo me/too della storia mediatica. Ma chi mi avrebbe creduto? Molti lo consideravano un sexy symbol, non certo io. L’avvocato Gianni Agnelli ci chiamava il biscotto Ringo, bianco da una parte, nero dall’altra. Mi invitò a un incontro di Iron Mike ad Atlantic city proprio al Trump Tower. Era soltanto un palazzinaro, quello che sarebbe diventato il presidente dall’ego più distorto che l’America abbia avuto.

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