Già prima del giuramento del governo giallo-verde, aveva garantito che avrebbe rinunciato alla carica di presidente del fondo speculativo Euklid Ltd basato a Londra. Ma secondo il Corriere della Sera il ministro degli Affari Europei Paolo Savona continua a essere “director active” dell’hedge fund, “che controlla un fondo speculativo ed effettua anche scommesse ribassiste sui mercati”. Il ruolo del ministro è riportato nero su bianco dal registro delle imprese inglese (Companies House). A sostenerlo è un articolo di Federico Fubini in cui si ricostruisce il ruolo dell’economista euroscettico all’interno del fondo nato nel 2014 e “imperniato sull’uso delle di tecnologie come l’intelligenza artificiale e il registro digitale Blockchain”. La carica di presidente alla quale Savona dice di avere rinunciato nel diritto societario inglese non esiste. Il ruolo viene determinato “dalle regole interne della società e a Euklid il presidente dispone di un voto doppio”. Il punto è che la pagina sulle persone in carica presso l’hedge fund “a ieri sera – scrive Fubini – enumerava solo due ‘director’ senza qualifiche specifiche ma definiti ‘active’: il primo è il 34enne italo-americano Joseph Bradley, il secondo è Savona“. In serata perà arriva il comunicato di Euklid che sul proprio sito “conferma di aver ricevuto le dimissioni del professor Paolo Savona dalla carica di “director” in data 20 Maggio 2018 e di aver accettato, mediante “written resolutions of the Board of Directors, tali dimissioni in data 21 Maggio 2018 con effetto immediato”.

Un dato che “appare in contrasto con la dichiarazione presentata dallo stesso ministro il 6 agosto scorso per la presidenza del Consiglio: lì Savona lascia vuota la casella sull’esercizio di eventuali funzioni di amministratore o sindaco della società“. Al momento l’Antitrust non ha segnalato alcun conflitto di interesse. Ma l’ipotesi che Euklid abbia dimenticato “di segnalare al registro delle imprese che Savona non è più attivo come ‘director'” sarebbe “una dimenticanza rischiosa, perché rende potenzialmente responsabile il ministro delle azioni dell’hedge fund“. 

Fondato da Antonio Simeone, ex allievo alla Luiss, di Euklid Ltd Savona – che “non nasconde di essere azionista della società” – “possiede 50mila azioni in euro di classe B (un’azione, un voto) in apparenza circa il 14% dei titoli su un totale dichiarato al registro delle imprese di Londra di 263.700 azioni in euro e 75mila azioni in sterline”. Le azioni sono “stimate al valore nominale di 56.355 euro” e il Corriere aggiunge inoltre che “Savona denuncia poi in totale altri 1,3 milioni di euro custoditi in Svizzera, parte in una polizza e parte in un conto”. Contattato dal quotidiano, il ministro non aveva risposto. Solo in serata è arrivato il comunicato del fondo.

Pd: “Il ministro risponda al Corriere” – Sulla vicenda era intervenuto il vicepresidente della Camera Ettore Rosato (Pd) che su Facebook si era rivolto al ministro: “Può cortesemente rispondere, non a noi, ma a Fubini del Corriere della Sera che gli chiede conto della sua partecipazione a fondi speculativi che potrebbero avvantaggiarsi delle sue azioni o dichiarazioni? Ma poi ministro come funziona? Per gli italiani inviti a investire su titoli italiani e lei invece meglio all’estero?”. Sul fronte di Liberi e uguali, anche il capogruppo alla Camera Federico Fornaro chiedeva a Savona di chiarire “quali siano i rapporti in essere con il fondo speculativo Euklid: ha ancora incarichi societari come risulterebbe dai documenti del registro imprese inglese oppure è soltanto un ritardo tecnico di registrazione delle dimissioni annunciate il 23 maggio scorso?”. Fornaro sottolineava poi come “in una fase così difficile e complicata per la nostra finanza pubblica, ogni ombra di sospetto, infatti, deve essere fugata senza indugio e senza reticente. I fondi speculativi stanno giocando una loro partita ribassista sui titoli del debito pubblico italiano e non è pensabile che un ministro della Repubblica possa avere un ruolo in una squadra avversaria dell’Italia”.

Anche il capogruppo dem in Commissione bilancio alla Camera Luigi Marattin ha insistito sulla vicenda e in un tweet ha scritto: “È vero che Savona è ancora membro attivo di un fondo speculativo inglese? E come mai, mentre insiste affinché gli italiani mettano tutti i propri risparmi in titoli di Stato, lui mette i suoi in Svizzera?”. E il deputato dem Filippo Sensi ha aggiunto: “Per evitare opacità e conflitti di interesse, con Marattin chiederemo che esponenti di governo e presidenti di commissione diano conto per trasparenza ogni tot di loro movimenti in Borsa“.

 

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