Le parole del presidente Mattarella? Credo che abbia svolto un ruolo che è sostanzialmente assente in questa fase politica, cioè il ruolo dell’opposizione, perché ormai i più grandi oppositori di questo governo sono, a giorni alterni, Fico, che è del M5s, e Mattarella, stante l’assenza pressoché totale di Forza Italia e del Pd“. Così a Otto e Mezzo (La7) il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, commenta le parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il suo incontro con alcuni studenti di scuole secondarie al Quirinale. E aggiunge: “E’ anche evidente che Mattarella stia vivendo una fase non facile, perché sappiamo come è nato questo governo Salvimaio. Mattarella voleva questo esecutivo anzitutto per non tornare al voto con la stessa legge elettorale. Sappiamo del suo veto a Savona e dell’inserimento di ministri mattarelliani, come Moavero o lo stesso Tria, che non sta vivendo il momento più facile della sua vita. In qualche modo, Mattarella sta ponendo dei limiti, che, secondo me, in concreto non porteranno assolutamente a nulla, perché Di Maio e soprattutto Salvini devono assolutamente tirare dritto”.
Riguardo alla manovra, la firma del Fatto osserva: “Di Maio e in particolare Salvini non si tireranno mai indietro, men che meno sulla riforma Fornero. Salvini sta facendo la campagna contro la Fornero da 7 anni, secondo me, meritoriamente. E’ una battaglia che avrebbe dovuto fare il centrosinistra e invece anche in questo caso hanno lasciato tutto ad appannaggio della Lega e del M5s”. Scanzi puntualizza: “Il problema non è tanto lo sforamento del deficit, che c’è stato anche negli anni precedenti e anche in misura superiore. Il problema è che non si capisce dove troveranno i soldi. L’Inps? Non è che sia questa entità infallibile. Quando non c’era Boeri, l’ente disse nel 2011 che gli esodati erano circa 50mila, ma l’anno dopo fu costretto a dire che erano 400mila. Boeri ha la sua storia politica, oltre che economica” – continua – “Scriveva su Repubblica, sulla Stampa, sul Sole 24 Ore ed è stato messo lì come presidente dal Consiglio dei ministri del governo Renzi. E’ comunque una figura legata a un altro tipo di politica, quindi non mi stupisce che venga criticato da questo governo”.
Il giornalista cita lo scontro di questa estate tra Boeri e Salvini sui flussi migratori e aggiunge: “Era una polemica che ci stava. Ma quello che mi fa sorridere è la risposta infantile che di solito dà Salvini. Rispondere nel merito sarebbe più plausibile. Quando Salvini è costretto ad argomentare, entra in difficoltà, come è successo 3 settimane fa a Dimartedì, quando Floris gli ha chiesto la differenza tra condono e pace fiscale. Dare risposte del tipo “io non accetto critiche, altrimenti ti devi candidare” è un po’ come quando facevo il critico musicale, non mi piaceva un disco e il musicista mi diceva: ‘Allora fallo tu, suona tu la chitarra’”. E chiosa: “Non funziona così. Rispondere in quel modo è una roba da asilo nido, anche se funziona perché è un linguaggio manicheo, immediato ed efficace”.