La nostra Costituzione prevede “un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsione di autorità indipendenti” che “non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante un incontro con alcuni studenti, sembra rispondere – pur non citandole esplicitamente – alle polemiche degli scorsi giorni tra esponenti di governo, l’Ufficio parlamentare di bilancio e Bankitalia che hanno avvertito circa i potenziali problemi derivanti dalle misure scelte per la legge di Bilancio dall’esecutivo M5s-Lega.

Per la prima authority indipendente, la nota al Def riporta “previsioni troppo ottimistiche”, mentre secondo gli uffici di via Nazionale gli “interventi avranno scarso impatto sul pil”. Per Matteo Salvini, quelle di Mattarella, sono state “bellissime parole”, ha detto uscendo da Palazzo Madama. “Meno parlo, meglio è…”, ha risposto invece il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona. Di tutt’altro avviso la capogruppo di Forza Italia al Senato, Maria Stella Gelmini: “Mattarella dà una vigorosa tirata d’orecchie a Matteo Salvini e Luigi Di Maio“. Quindi l’invito al governo affinché “abbassi i toni e la smetta di attaccare in modo sguaiato gli organi terzi previsti dalla nostra Costituzione”.

Ricevendo una rappresentanza di alunni delle scuole secondarie al Quirinale, il capo dello Stato ha ricordato che nella nostra Costituzione “c’è un sistema complesso di pesi e contrappesi“. Perché? “Vedete – ha detto agli studenti – la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere”. Proprio grazie a un sistema “in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere“, la Carta “consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società”.

E rispetto ai pericoli di sbandamenti nella gestione del potere, ha insistito ci sono “due antidoti”. Il primo è “personale”, ovvero “una capacità di autodisciplina, di senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo“. C’è poi un altro antidoto “che è quello di meccanismi di equilibri che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno, da solo, ne abbia troppo”. La Costituzione, ha insistito, “conta molto sull’autodisciplina e l’autocontrollo” ma “ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell’obiettivo”. Poi ha sottolineato: “Questo consente anche al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema in maniera adeguata, ma il merito è della Costituzione”.