“I fondamentali dell’Italia restano buoni, nonostante l’incertezza politica. Per questo, per noi, l’impennata dello spread italiano rappresenta un’opportunità di investimento“. Certo, “il problema numero uno per l’Italia è il debito ma, allo stato attuale, la sua sostenibilità non è in discussione. La variabile chiave sarà la crescita economica e crediamo che le misure messe in atto dal governo possano essere di stimolo per l’economia”. Parola di Nick Gartside, capo della divisione reddito fisso e commodities di Jp Morgan Asset Management, intervistato dal Sole 24 Ore.

Il manager della banca d’affari si dice convinto che oggi “l’incertezza politica sia adeguatamente remunerata“, cioè i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono sufficientemente alti da compensare il rischio. Per questo “alcuni dei nostri fondi stanno aumentando l’esposizione in BTp. I problemi dell’Italia sono ben noti ma non si possono trascurare i punti di forza come il surplus della bilancia commerciale e l’avanzo primario”. Non preoccupa eccessivamente la decisione del governo di portare il deficit/pil al 2,4%“: “Tanti governi, a partire da quello americano, stanno facendo deficit spending. E’ una tendenza che andrà ad aumentare per compensare la riduzione dello stimolo monetario”.

Quanto al pericolo che il rialzo dello spread eroda il capitale delle banche, “c’è uno stretto legame tra banche e titoli di Stato, che va monitorato con molta attenzione”, ma secondo Gartside è “improbabile, allo stato attuale, una crisi bancaria perché credo che lo spread Bund-BTp non si attesterà oltre la soglia di allarme dei 400 punti“. Altrettanto improbabile per il manager che ritiene “assai improbabile che il rating dell’Italia scenda a quota ‘junk'”.