Quello delle emissioni è un tema caldo, in questo periodo. Specie dopo i provvedimenti restrittivi presi nel nord Italia nei confronti dei veicoli più vecchi, e dunque più inquinanti. Il parco auto italiano, del resto, è uno dei più vetusti in Europa: l’età media dei veicoli sulle nostre strade è infatti di 11 anni. Tanti, francamente, per sperare che siano equipaggiati con le ultime tecnologie in tema di contenimento delle emissioni.

L’anzianità delle auto in circolazione, nondimeno, è un problema anche perché si spende tanto per la loro manutenzione. Quanto? Stando alle elaborazioni dell’Osservatorio Autopromotec, gli automobilisti italiani hanno pagato a officine e meccanici la bellezza di 1,46 miliardi di euro solo nel primo semestre dell’anno. Un pò di più (1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2017, quando l’esborso era stato di 1,44 miliardi.

Nello specifico, come si legge nella nota, “la cifra spesa dagli italiani nei primi sei mesi del 2018 per far revisionare le proprie auto comprende il pagamento della tariffa fissata per le revisioni, cifra che ammonta a 502,9 milioni di euro (+0,4% rispetto al 1° semestre 2017), e il costo per le cosiddette operazioni di prerevisione, cioè per le manutenzioni e le riparazioni necessarie per porre i veicoli in condizione di superare i controlli, costo  che ammonta a 961,6 milioni di euro (+1,5%)”.

Come mai si è speso così tanto? Sostanzialmente perché rispetto allo scorso anno è aumentato, dello 0,4%, il numero dei veicoli sottoposti a revisione. E perché, nel caso delle prerevisioni, a crescere sono anche stati i costi di manutenzione e riparazione (+1,16%).

Del resto, revisionare il proprio veicolo è obbligatorio (come previsto dal Codice della Strada), ma è anche e soprattutto una questione di sicurezza. I controlli vanno effettuati a quattro anni dall’immatricolazione, e successivamente ogni biennio: devono sottoporvisi auto e moto, ciclomotori, autocaravan, autocarri e rimorchi la cui massa complessiva non superi le 3,5 tonnellate. Per quelli superiori alle 3,5 tonnellate, per i mezzi che trasportano più di 9 passeggeri come ad esempio gli autobus, per i taxi e le ambulanze o i veicoli atipico come le auto storiche la revisione è invece annuale. Chi trasgredisce paga una multa dai 168 ai 674 euro, che raddoppia in caso di recidiva.

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