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Ultimo aggiornamento: 10:51 del 10 Ottobre 2018

Morandi, Cantone: “Perplessità sul decreto Genova. Deroghe al commissario senza precedenti, ma norme incerte”

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Il Decreto Genova? Dopo le critiche del commissario Bucci e le richieste di modifica e maggiori fondi, questa volta è Raffaele Cantone, il presidente dell’Anac (l’Autorità Nazionale Anticorruzione) a esprimere le sue perplessità: “Condivido lo spirito, ma ho dei dubbi”, è la premessa di Cantone. Per poi evidenziare le criticità: “Con una disposizione, che credo sia senza precedenti si intende consentire al Commissario di muoversi con assoluta e totale libertà, imponendogli solo i principi inderogabili dell’Unione Europea e ovviamente i principi costituzionali”. Ma, ha chiarito il presidente dell’Anac, il quadro normativo resta incerto, con il rischio di contenziosi: “La deroga, per quanto amplissima, non preclude la possibilità, garantita costituzionalmente, di adire la giurisdizione per un qualunque aspetto connesso alle attività da compiersi da parte di chiunque possa averne interesse. Pongo il primo dei problemi: a quali regole dovrà rifarsi il commissario nelle sue attività che non riguardano solo l’affidamento di un’opera ma molte altre, in primis, ad esempio, il conferimento in discarica dei materiali di risulta?”.

Ma non solo. Cantone ha poi ricordato una lacuna tutt’altro che irrilevante: nel decreto Genova è prevista “la deroga a tutte le norme extrapenali”. Ovvero, “comporta anche la deroga al Codice antimafia e alla relativa disciplina sulle interdittive”. Tradotto, c’è un rischio di infiltrazione mafiosa: “Non ritengo di dover sottolineare i rischi insiti in tale omissione, soprattutto perché vi sono molte attività connesse alla ricostruzione (dal movimento terra allo smaltimento dei rifiuti, ad esempio) in cui le imprese mafiose detengono purtroppo un indiscutibile know how”.

Cantone ha poi rivendicato come, a suo dire, “l’esclusione di soggetti diversi dall’attuale concessionario, generalizzate a tutti i concessionari di strade a pedaggio o che abbiano partecipazioni in esse o che siano da esse controllate, appare di dubbia legittimità, perché in contrasto con i principi di proporzionalità, concorrenza. Nonché con le indicazioni contenute nella direttiva europea, che prevede cause di esclusione tassative”

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