Due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo sono stati sequestrati nella tarda serata di ieri da motovedette libiche. Ne dà notizia il sindaco della città del Trapanese, Nicola Cristaldi. Si tratta dell’Afrodite Pesca con 6 uomini a bordo e del Matteo Mazarino, con sette uomini. Afrodite Pesca (140 tonnellate di stazza lorda, al comando del capitano Vincenzo Pellegrino) è di proprietà dell’omonima società dei fratelli Pellegrino; il Matteo Mazarino è della Mcv Pesca dell’armatore Vincenzo Asaro, il comandante è Alberto Figuccia. “Non siamo ancora riusciti a metterci in contatto con l’equipaggio – racconta Asaro – ma sappiamo che stanno tutti bene e che si trovano sul peschereccio dal quale non possono scendere”. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci è in contatto con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. “Nella prossima conferenza sulla Libia, in programma a novembre a Palermo, oltre all’immigrazione altro tema da affrontare dovrà essere quello della sicurezza dei nostri pescherecci. Una storia vecchia che si ripropone puntualmente” dice Musumeci.

Il sequestro sarebbe avvenuto a circa 29 miglia dalla costa libica di Derna. La vedetta avrebbe cominciato a sparare senza alcun preavviso, spiega Cristaldi, provocando danni alla cabina e alle attrezzature del motopesca Afrodite. Non ci sono feriti e gli equipaggi non risultano agli arresti. I militari libici, saliti a bordo dei due natanti, hanno intimato ai comandanti di intraprendere la navigazione verso la costa libica. I due pescherecci sono giunti in nottata al porto Ras Al Hilal. “Il sequestro – dice il sindaco – è avvenuto in acque che illegittimamente ed unilateralmente la Libia considera proprie. Non possiamo accettare comportamenti di violenza da parte di Paesi rivieraschi che minacciano di intaccare la vocazione della cultura dell’accoglienza e del rispetto della nostra città. Sono certo che le Autorità diplomatiche italiane interverranno con urgenza. L’episodio è vissuto con angoscia dalla popolazione sia perché richiama il triste ricordo della detenzione subita dai nostri pescatori negli passati nelle carceri libiche, sia perché i nostri natanti illecitamente sequestrati dalla Libia non hanno fatto più ritorno a Mazara e sono stati lasciati in abbandono come nel caso del motopesca Damiela L. sequestrato sei anni fa”.

Partiti di destra e di sinistra hanno chiesto l’intervento del governo. “Si tratta di un comportamento che minaccia la sovranità dell’Italia – dice Edmondo Cirielli, di Fratelli d’Italia – Sovranità che speriamo Conte e Moavero Milanesi sappiano difendere e tutelare, evitando un nuovo caso Marò”. Nicola Fratoianni (Liberi e Uguali) incalza: “E alla fine la cosiddetta Guardia Costiera Libica si mette pure a sparare contro i pescherecci del nostro Paese. Davvero un capolavoro: il governo italiano gli regala i mezzi e gli armamenti con cui non solo imprigionano i migranti ma rischiano pure di uccidere i nostri connazionali…”. Il M5s, invece, chiama in causa l’Unione Europea e in particolare l’Alto commissario per gli Affari esteri Federica Mogherini“. “Anche a causa di Stati membri come la Francia, che hanno contribuito enormemente a creare questo clima – dichiara l’eurodeputato Ignazio Corrao – purtroppo paghiamo anni di deterioramento dei rapporti con le autorità libiche. I confini del Sud Europa sono stati per troppo tempo abbandonati. Le autorità diplomatiche europee si mettano al lavoro per trovare un accordo risolutivo con le autorità libiche sulle acque territoriali contese perché a pagare le conseguenze di questo stallo politico sono sempre e solo i pescatori siciliani”.

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