Reddito di cittadinanza? Siamo passati dai 1700 euro promessi alle famiglie al cappuccino che darà il governo, se tutto va bene, o alla tazza di latte scremato“. Così, nel suo consueto appuntamento settimanale su Lira Tv, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, commenta la misura del M5s. E aggiunge: “Come si eroga questo reddito di cittadinanza? Attraverso la tessera sanitaria, poi c’è stata una variante nelle ultime ore e hanno parlato di un’altra diavoleria, un microchip di cui non ho capito niente. Poi scopriamo che questo reddito va solo agli italiani, dopo 48 ore apprendiamo che va anche agli stranieri naturalizzati. Poi ci dicono che il reddito di cittadinanza non va a quelli che sono proprietari di un appartamento. Cioè tu hai ereditato casa da tuo padre ma hai perso il lavoro: il reddito non te lo danno. Poi si correggono e dicono che lo prende anche chi ha la casa, ma si fa una detrazione di un fitto virtuale: dai 750 euro si arriva a 450 euro. Le spese” – continua – “devono essere fatte nei negozi italiani e soprattutto non bisogna fare spese immorali. Non so chi decide se una spesa sia morale o immorale. Se vai a giocare nei locali di scommesse, non è morale, ma poi per il resto come si fa a controllare? Gli alcolici sono immorali. La tazza di caffè è morale? Ma voi pensate che si possa gestire questo caos? A me pare francamente complicato”. E rincara: “Ma veramente pensiamo di controllare il cittadino se compra un bene morale o immorale, il caffè, la birra, la pizza? Se una sera vai al cinema con la tua ragazza è immorale? Ci si imbarca in un groviglio di cose del tutto cervellotiche. Le cose in Italia, per funzionare, devono essere di una semplicità estrema. Basta un minimo di complicazione per paralizzare tutto. Il contrasto alla povertà richiede misure impegnative, ma semplici e chiare. Quelli di prima hanno sbagliato a non dare risorse per la povertà. Gentiloni lo ha fatto in ritardo con il reddito di inclusione, che comunque era una misura molto più semplice. Ti do un buono e lo vai a spendere come diavolo vuoi”.

Poi osserva: “Chi amministra, lo fa per dare servizi, non per fare poesie o fare propaganda o scaricare sempre sugli altri le responsabilità che sono sue. Ho sentito il ministro Di Maio dire che ci sono i soldi per tutto: per il reddito di cittadinanza, per il superamento della riforma Fornero, per la flat tax, per tutto. Io ovviamente me ne sono tornato a casa rincuorato e con il cuore caldo di gioia“.

Stoccata anche a Rocco Casalino: “Il M5s urlava in piazza “Onestà onestà” contro la casta e contro i privilegi, poi leggo che tale Casalino prende 170mila euroo lordi l’anno. Onestà, onestà. Il Casalino poi, come possiamo vedere, ha una elegante e raffinata discrezione: poco ci manca che si metta davanti al presidente del Consiglio, quando cammina e compare in tv. Aspetto che qualcuno spieghi al Casalino che si deve mettere un po’ dietro a Conte e un po’ in disparte, prima che lo facciano presidente del Consiglio. Ma non credo che accetterà, perché ci rimetterebbe quei 2-3mila euro” – prosegue – “ora invece guadagna di più facendo quello che non fa. 170mila euro e nessuno dice niente. Tutto tranquillo. Questo Paese ormai è narcotizzato. Penso ai tanti sventurati cardiochirurghi, ingegneri nucleari, ricercatori, quelli che passano la vita a buttare il sangue nella ricerca, nei laboratori, nelle sale operatorie. E questo invece che sta tutto vispo”.

Tagliente critica anche sul decreto Genova: “In queste settimane abbiamo assistito a una totale mistificazione rispetto ai dati della realtà. Non solo non fanno presto, ma dicono cose che sono offensive per l’intelligenza di chiunque abbia un minimo di pratica amministrativa o anche tecnica. Hanno detto che realizzeranno in 16 mesi il nuovo ponte. Ma come si fa a dire queste stupidaggini? Io mi auguro che accelerino i tempi almeno per rimuovere le macerie che stanno ancora lì. In un anno si fa un ponte di quelle dimensioni?”