Nessuno in Europa è in carica da più tempo come ministro degli Esteri. Jean Asselborn, protagonista della lite con Matteo Salvini sui migranti, è il titolare degli Esteri del Lussemburgo dal 2004. E, nel 2016, prima dell’eurodeputata Judith Sargentini, fu lui ad invocare la sospensione o, addirittura, l’espulsione dell’Ungheria dall’Unione europea a causa del suo trattamento verso i richiedenti asilo.

Membro del Partito socialista dei lavoratori, 69 anni, Asselborn fu uno dei primi politici europei a esprimersi sul venire meno dello Stato di diritto nell’Ungheria di Viktor Orban, in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt nel 2016. Forte della sua lunga storia politica, prima come amministratore locale e poi come vicepremier e ministro, nel pieno dell’emergenza migranti, il ministro aveva condannato la decisione di Budapest di aprire il fuoco contro i rifugiati che cercavano di entrare nel Paese e si era scagliato contro le violazioni del governo ungherese dei valori fondamentali dell’Ue come l’indipendenza della magistratura e la libertà di stampa.

Oggi, si è nuovamente lanciato in difesa delle politiche di accoglienza dei migranti non riuscendo a trattenere una frase poco ortodossa (Merde alors) dopo alcune dichiarazioni del ministro dell’Interno italiano secondo cui l’Italia non ha “l’esigenza di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più”. Asselborn non è comunque nuovo a decisioni forti: nel marzo scorso aveva deciso di richiamare l’ambasciatore lussemburghese in Russia, esprimendo pieno sostegno al Regno Unito dopo l’attacco a Salisbury in cui l’ex spia russa Sergey Skripal, e la figlia, sono stati avvelenati.

Dopo aver conseguito un master in diritto giudiziario privato presso l’Università Nancy II, Asselborn ha iniziato la carriera in un ufficio della Uniroyal nel 1967: qui fu molto attivo nel movimento sindacale fino a venire eletto rappresentante della gioventù della Federazione dei lavoratori lussemburghesi, il precursore dell’attuale sindacato Ogbl. Nel 1976 divenne amministratore dell’ospedale intercomunale di Steinfort, città di cui nel 1982 fu eletto sindaco. Restò in carica fino al 2004 quando nel nuovo governo venne nominato vicepremier e ministro degli Affari esteri.

Nell’ottobre 2012, anche grazie al suo impulso, il Lussemburgo fu eletto per la prima volta membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il 2013 e 2014. Dopo le elezioni del 2013 Asselborn abbandonò la carica di vicepremier mantenendo quella, attuale, di ministro degli Esteri e dell’Immigrazione nel governo di coalizione tra Partito operaio socialista, Partito Democratico e Verdi.