Incontri segreti per rovesciare il regime di Nicholas Maduro in Venezuela, paese sul lastrico da mesi, con milioni di cittadini in fuga verso altri Paesi sudamericani. Il New York Times pubblica la notizia dei contatti carbonari avvenuti nell’ultimo anno tra alcuni funzionari dell’amministrazione Trump e militari ribelli venezuelani per discutere un piano per destituire il successore di Chavez. La Casa Bianca, che non ha voluto commentare i dettagli degli incontri, si è limitata a dire con un comunicato che è importante impegnarsi in “un dialogo con tutti i venezuelani che dimostrano il desiderio per la democrazia” in modo da portare “un cambiamento positivo a un Paese che ha sofferto così tanto sotto Maduro“.

Tuttavia, fa notare il quotidiano americano, uno dei comandanti coinvolti nei colloqui segreti non era certo una figura ideale per aiutare a ripristinare la democrazia: fa parte della lista degli ufficiali corrotti del Venezuela. Lui e altri membri dell’apparato di sicurezza venezuelano sono stati accusati dagli Usa di una serie di gravi crimini, tra cui tortura contro i critici, incarcerazione di centinaia di prigionieri politici, ferimento di civili, traffico di droga e collaborazione con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, o Farc, considerata un’organizzazione terroristica dagli Stati Uniti.

Alla fine, i funzionari americani hanno deciso di non aiutare i cospiratori e i piani per il colpo di stato si sono bloccati. Ma la disponibilità dell’amministrazione Trump di incontrarsi più volte con gli ufficiali ribelli per rovesciare un presidente potrebbero ritorcersi contro politicamente, secondo il Nyt.