Truffa aggravata ai danni dell’Unione europea. È questa l’accusa per quattro suore dell’ordine di Santa Elisabetta per cui il pm di Arezzo, Julia Maggiore, ha chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta di due religiose di Arezzo e due di Firenze. Secondo l’accusa le imputate avrebbero utilizzato pacchi alimentari ricevuti attraverso fondi europei (Fead) destinati all’aiuto degli indigenti destinandoli a strutture convenzionate.

I fatti, che risalgono al periodo compreso tra il dicembre 2016 e il 15 novembre 2017, sono emersi durante un controllo della Guardia di finanza aretina, con tanto di foto dei pacchi con il marchio dei fondi europei. Le suore di Sant’Elisabetta però respingono completamente i fatti definendo “maldicenze” quanto accaduto. Sarebbero tre gli istituti dell’Aretino gestiti dalle suore di Santa Elisabetta finiti nell’inchiesta condotta dalla procura di Arezzo. Il valore dei pacchi era di ottomila euro. In particolare pacchi per 3.200 euro ad Arezzo, per 2.558 a Policiano (Arezzo) e i rimanenti alla struttura casentinese.

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