“La questione dell’annullamento della gara non è finita”. Luigi Di Maio conferma che la partita sull’Ilva non è chiusa. Dopo aver ricevuto il parere dell’Avvocatura, la quale ha sottolineato in 35 pagine come nell’assegnazione ad ArcelorMittal ci siano stati dei “vizi” pur spiegando che non ci sono gli estremi per un annullamento d’ufficio, giovedì il vicepremier M5s aveva parlato di “un delitto perfetto perché “la gara è irregolare ma non annullabile”. Ora ad Agorà Estate su Rai Tre ha specificato: “Per annullarla non basta che ci sia l’illegittimità, ci vuole anche un altro semaforo che si deve accendere, quello dell’interesse pubblico, e lo stiamo ancora verificando”. Sulla terza rete Di Maio ha parlato a lungo anche del caso della nave Diciotti: “Non accetto lezioni da esponenti dell’opposizione che fanno la passerella a Catania ma non si sono visti ai funerali di Stato a Genova”, ha detto sulla visita al porto di Laura Boldrini. Mentre sullo scontro tra Matteo Salvini e Roberto Fico ha commentato: “Come presidente della Camera ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, ma il governo è compatto sulla linea Conte“.

Ilva – Di Maio è tornato ad attaccare il precedente governo. “Gli indiani – ha detto riferendosi ad ArcelorMittal, la multinazionale con sede in Lussemburgo il cui amministratore delegato è il multimiliardario indiano Lakshmi Mittal – hanno fatto bene e in buona fede, è il pubblico che ha fatto un macello“. E il vicepremier ha anche risposto a chi gli chiedeva di rendere pubblico il parere dell’Avvocatura sul bando: “Lo vedranno tutti dal 7 settembre in poi”. Di Maio ha spiegato di non averlo pubblicato “perché l’Avvocatura mi ha scritto che non è ostensibile durante la procedura di accertamento della legalità. Tra 15 giorni tutti lo potranno leggere”.

“Il tavolo sindacale in mia presenza deve andare avanti”, ha poi aggiunto il titolare del Mise parlando sempre ad Agorà Estate della trattativa sugli esuberi e assicurando che lui ci sarà. “Se i sindacati non ci vanno, è una responsabilità che si assumono i sindacati”, ha aggiunto, riferendosi in particolare allo scetticismo di Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl.

La replica di Furlan (Cisl) – Dal meeting Cl di Rimini ha risposto invece la segretaria della Cisl Annamaria Furlan: “Vanno risolte tutte le ambiguità. La gara è valida, l’interlocutore è serio. Bisogna pensare al bene dell’Italia e dell’azienda. Ci vuole la volontà di tutti di uscire dalle polemiche“. Secondo Furlan, “è urgentissimo affrontare il tema vero che è quello dell’occupazione. L’Ilva è strategica per l’Italia perché consente al Paese di continuare ad essere uno di quelli che stanno meglio nel mercato della produzione dell’acciaio”.

Diciotti – L’altro argomento al centro del dibattito è il pattugliatore della Guardia costiera ormeggiata al porto di Catania. Di Maio ha ribadito la presa di posizione sull’Ue: “Sulla linea dura dico togliamogli i soldi se non ci ascoltano”. “Speriamo si decida qualcosa, perché non stiamo cercando il casus belli per litigare con Bruxelles: se si danno segnali di apertura è finita lì“, ha poi specificato il vicepremier, commentando: “L’Europa nasce intorno a principi come la solidarietà, se non è in grado di ridistribuire 170 persone allora ha un serio problema con i suoi principi”.

Di Maio ha replicato anche alle critiche dell’opposizione: “Oggi che vadano a fare le sfilate sul porto di Catania quelli che hanno fatto diventare il tema dell’immigrazione un bubbone, mi sembra ridicolo. Quelle persone non dovrebbero fare la lezioncina a noi. Sono io che ho scoperto che Matteo Renzi è andato in Europa ad aprire i porti per ottenere in cambio i fondi per gli 80 euro“. Poi ha rilanciato prendendo ad esempio il caso di Laura Boldrini: “Fanno la passerella a Catania ma non si sono visti ai funerali di Stato a Genova“.

Il vicepremier ha dovuto anche prendere posizione sul botta e risposta tra Salvini e Fico. “Il presidente della Camera ha tutto diritto di esprimere la sua opinione, ma il governo è compatto sulla linea Conte che dice: l’Europa batta un colpo”. “Non credo proprio che Fico sia un problema per il Movimento – ha aggiunto – queste idee sull’immigrazione sono sempre state idee di Roberto”. Poi sull’indagine a carico di ignoti per sequestro di persona ha concluso: “Ho sempre avuto rispetto per la magistratura, che farà le sue indagini. Noi come governo ci prendiamo la responsabilità di quello che stiamo facendo”.

La replica di Martina – “Sento Di Maio pontificare in tv e sui social contro chi ancora in queste ore difende il paese e 177 vite umane contro l’arroganza del loro potere”, ha replicato il segretario del Partito democratico Maurizio Martina. “E lo fa – ha aggiunto – con una sequela di slogan altisonanti per coprire il vuoto di decisioni utili che questo governo non riesce a prendere”. “Tante chiacchiere a reti unificate per nascondere l’incapacità di un governo che dalla questione europea, all’Ilva, ai loro litigi su Autostrade, alla fuga di capitali all’estero, sta portando il paese sul baratro“, ha concluso il segretario Pd.

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