“Nessuno deve dare lezioni alla terza carica dello Stato”. Barbara Lezzi, ministra per il Sud del Movimento 5 stelle, è l’unica esponente grillina del governo a essere intervenuta in difesa di Roberto Fico subito dopo gli attacchi del collega al Viminale Matteo Salvini. Il botta e risposta delle ultime ore ha avuto come oggetto il caso della nave Diciotti, da tre giorni bloccata nel porto di Catania senza che ai 150 migranti a bordo sia stata ancora data l’autorizzazione per sbarcare. Il presidente della Camera nelle scorse ore aveva chiesto che si lasciassero scendere almeno i minori e il ministro dell’Interno, seppur avendo accettato in serata, ha attaccato direttamente il grillino dicendo, tra le altre cose, che “fa il contrario del Movimento 5 stelle“. Salvini ha quindi lasciato intendere che Luigi Di Maio sostiene la linea del governo e che sono le parole del presidente della Camera a essere controcorrente. Finora, in sostegno e in difesa di Fico sono intervenuti alcuni parlamentari, mentre il vicepremier M5s ha scelto di non commentare. I malumori però dentro il gruppo rimangono e non sono secondari: non tutti condividono la scelta di sostenere il braccio di ferro con le istituzioni e piano piano emergono le prese di distanza.

Se oggi Salvini ha messo in evidenza la distanza di Fico dai suoi, ieri era andato oltre: “Tu fai il presidente dalla Camera”, ha detto durante una diretta Facebook, “e io faccio il ministro, con un programma e un contratto di governo ben preciso. Bertinotti, Fini, Boldrini, Fico…mi viene il dubbio che non sia una carica fortunata”. Proprio di fronte a queste parole, Lezzi ha deciso di esporsi in difesa del collega: “Caro Salvini”, è il contenuto del post, “l’Italia ha fatto il suo dovere salvando i migranti grazie alla Guardia costiera ed ha dimostrato civiltà ed umanità a dispetto di un’Europa vigliacca e disonorevole. Su questo niente da dire. Restando doverosa la pretesa di condivisione europea, nessuno deve impartire lezioni alla terza carica dello Stato circa la prerogativa di esprimere legittime posizioni”. Parole a cui si è unito, ma solo nel primo pomeriggio di oggi, il deputato Luigi Gallo. “Roberto Fico è il Movimento 5 stelle e contemporaneamente il più alto rappresentante di tutti i parlamentari eletti dai cittadini alla Camera dei Deputati. Nessuno zittisce il Parlamento”. Polemico il commento del deputato Andrea Colletti: “Invece di blaterare, farsi selfie e dirette Facebook, Salvini inizi a rendere più efficienti le Commissioni territoriali per il riconoscimento delle protezioni internazionali”, è il contenuto del suo post. Critiche poi dalla senatrice Elena Fattori: “Ricordiamo al ministro Salvini che l’Italia è una repubblica parlamentare, il Governo si chiama esecutivo perché esegue le direttive politiche del Parlamento da cui ha la fiducia per portare avanti un programma. Non ha perciò il minore nessun diritto di obiettare sulle dichiarazioni del presidente della Camera”.

Gli altri segnali di solidarietà sono arrivati da parlamentari che storicamente sono vicini a Roberto Fico. Il senatore Nicola Morra ad esempio, ha messo un mi piace al tweet di replica di Fico. Mentre la deputata Mirella Liuzzi l’ha rilanciato sul suo profilo. Il presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera Giuseppe Brescia ha riportato le parole di Fico e ha scritto: “Il braccio di ferro con l’Europa è sacrosanto dopo decenni di abbandono ed egoismo, ma bene che si faccia a terra”.

Una delle più vicine a Fico, Paola Nugnes, all’agenzia Adnkronos ha espresso il suo disagio di fronte alle evoluzioni delle ultime ore: “Sto sviluppando un malessere profondo e difficile da gestire. Il programma del M5s sull’immigrazione  è un programma ampio e di grande visione. Nel contratto di governo ci si pone l’obiettivo di rivedere il regolamento di Dublino, che è uno dei punti del programma” ma “niente ci aveva preannunciato la chiusura dei porti e soprattutto questo inasprimento generale del sentire comune, questa convinzione della gente che si debba e si possano respingere individui costringendoli al disagio e alla morte purché lontano dagli occhi. Nel deserto, relegati ad un destino senza futuro”. Malumori condivisi dalla deputata di Napoli Doriana Sarli: “Credo che Di Maio”, ha detto sempre all’agenzia Adnkronos, “stia facendo un ottimo lavoro su tantissimi temi importanti ma sui diritti civili subiamo un’impostazione leghista che sta fomentando odio e paura. Ma come è possibile che la gente davvero creda che il problema degli italiani siano i migranti? La loro presenza in Italia è bassissima… sono diventati un caso perché gli è negata all’origine la libera circolazione e per il business che a questo consegue. Noi questo business dobbiamo contrastarlo, insieme agli altri paesi europei ma non negando diritti umanitari. Se tra quei minori qualcuno ha lasciato sulla nave dei familiari, come si sarà sentito in una terra straniera senza neanche capire la lingua? Ma cosa siamo diventati?“.

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